La roadmap dello sviluppo integrato dell’efficienza

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Bisogna muoversi in una logica di sviluppo integrato con un vero e proprio modello di intervento applicabile progressivamente sia nelle nuove costruzioni, sia negli interventi di riqualificazione di insediamenti esistenti. Favorendo un processo di aggregazione a livello locale, sarà possibile conseguire un forte risparmio energetico ed economico e benefici ambientali. Questo modello offre la possibilità di stabilire nuove sinergie in tutta la filiera degli attori coinvolti, dall’utente al produttore, dal gestore al finanziatore, dalla Pubblica Amministrazione al mondo della ricerca. È innegabile che un modello di sviluppo integrato avrà come ricadute l’abbattimento dei consumi, ma permetterà di utilizzare diversamente il risparmio ottenuto con una riduzione della dipendenza energetica dall’estero, riorientandolo verso l’indotto creato nel territorio, con conseguenze benefiche sull’occupazione, sulla partecipazione dei cittadini e sulla sensibilità ambientale.

Lo sviluppo integrato dell’efficienza e la sostituzione efficiente sono due modalità applicabili in tempi diversi. Nel caso della sostituzione efficiente l’effetto atteso risulta rapido e capillare, con tempi di ritorno dell’investimento compresi tra i 2 e i 5 anni, mentre nel caso dello sviluppo integrato i tempi sono compresi tra i 5 e i 20 anni.

La diffusione di un modello capace di cambiare radicalmente lo scenario energetico esistente richiede una roadmap (vedi foto) con le seguenti tappe: sviluppo di tecnologie di sistema; diffusione di dimostratori pilota entro i prossimi 5-8 anni; diffusione ampia dei power parks come modello di riqualificazione energetica del territorio; graduale connessione dei power parks e formazione delle Smart Grids a partire dal 2020 (in parziale sostituzione dell’attuale sistema elettrico).

Seguendo questa strategia, Enea si è impegnato a proporre le prime due direttrici, quella dello sviluppo delle tecnologie di sistema e quella della realizzazione dei dimostratori pilota.

Gli strumenti per avviare la prima fase della roadmap sono essenzialmente due: 1) lo sviluppo, il trasferimento e la diffusione delle tecnologie di sistema; 2) lo sviluppo di progetti di dimostrazione e mobilizzazione.