La vita futura nelle aree urbane

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Nel 2007, la metà degli esseri umani vivrà nelle città, piccole o grandi. Nel 2030, la popolazione urbana comprenderà quasi i due terzi della popolazione mondiale, cosa che provocherà un aumento vertiginoso della domanda d’acqua nelle zone urbane. Si stima che 2 miliardi di persone vivranno nelle bidonvilles, quando è proprio nelle zone urbane che la popolazione povera soffre maggiormente dell’insufficienza degli approvvigionamenti di acqua potabile e della mancanza installazioni di depurazione.

Nei paesi in via di sviluppo, più di 2 miliardi di persone non hanno accesso a delle forme di energia affidabili. L’acqua è una risorsa cruciale in materia di produzione di energia, essendo quest’ultima a sua volta essenziale allo sviluppo economico. L’Europa utilizza il 75% del suo potenziale di energia idraulica, mentre l’Africa, dove il 60% della popolazione non ha accesso all’elettricità, non sfrutta che il 7% del suo potenziale.

In numerosi luoghi del mondo, si stima che non meno del 30 al 40% delle risorse di acqua non sono prese in conto a causa dei collegamenti illegali e delle perdite nelle canalizzazioni e nei canali.

Malgrado non si disponga di cifre precise, si stima che la corruzione costa ogni anno milioni di dollari al settore dell’acqua con un forte nocumento per gli approvvigionamenti, specie destinati ai più poveri. Il rapporto cita i risultati di una inchiesta effettuata in India, secondo la quale il 41% delle persone interrogate avevano pagato più di una mancia sottobanco nel corso dei sei mesi precedenti al fine di falsificare le loro fatture di consumo d’acqua; il 30% di queste avevano pagato per accelerare la realizzazione di lavori di riparazione e il 12% avevano pagato per accelerare la realizzazione del lavoro di raccordo e l’installazione dei sistemi di depurazione.

Il piano di messa in opera di Johannesburg, adottato dagli Stati membri durante il Vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile (2002), prende atto del ruolo capitale che l’acqua dolce ha nei settori della sicurezza e dello sviluppo umano ed invita i paesi ad elaborare dei piani di gestione integrata delle risorse idriche e di valorizzazione dell’acqua a partire da ora fino al 2005. Il rapporto indica che solo il 12% dei paesi ha compiuto questo lavoro fin’ora, nonostante che numerosi altri abbiano iniziato un processo in questo senso.

Si constata inoltre che i crediti concessi all’acqua non progrediscono. Secondo il rapporto, l’aiuto pubblico allo sviluppo (APD) totale consacrato al settore dell’acqua, nel corso di questi ultimi anni ammonta in media a 3 miliardi di dollari per anno, al quale va aggiunto 1,5 miliardi di dollari accordati al settore sotto forma di prestiti non agevolati, principalmente dalla Banca Mondiale.
Tuttavia, solo una debole percentuale (12%) di questi fondi perviene effettivamente a coloro che ne hanno più bisogno. Infine, solo il 10% circa dei crediti sono accordati a l’elaborazione di politiche, alla pianificazione e alla concezione di programmi in materia di gestione dell’acqua.

In più, gli investimenti del settore privato, nell’ambito dell’approvvigionamento dell’acqua sono in diminuzione.


Nel corso degli anni 90 si stima che il settore privato ha investito 25 miliardi di dollari nel servizio di approvvigionamento dell’acqua e del risanamento nei paesi in via di sviluppo, principalmente in America Latina e in Asia.
Tuttavia, molte grandi multinazionali presenti nel settore dell’acqua hanno iniziato a ridurre le loro attività, fino a rinunciarci, a causa dei rischi politici e finanziari importanti a cui esse erano esposte.
Anche se i risultati raggiunti dal settore privato non sono stati spesso all’altezza né delle aspettative delle autorità dei paesi in via di sviluppo né dei paesi donatori, il rapporto insiste sul fatto che « sarebbe un errore» di mettere una croce sul settore privato. In effetti il rapporto stima che dei governi in grande difficoltà finanziaria, nei cui paesi le regolamentazioni sono insufficienti ?sono lontani dall’essere ben posizionati per risolvere i problemi di cattiva gestione delle risorse di acqua e problemi di insufficienza dei servizi di approvvigionamento di acqua?.