Le catastrofi naturali

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Le catastrofi naturali sono sempre più numerose ed il 90% di esse è legata all’acqua. Esse sono la conseguenza di una cattiva utilizzazione dei suoli. La desertificazione drammatica che avanza in Africa dell’est, dove si sono abbattuti alberi su larga scala per produrre legna da ardere per cucina e riscaldamento, è un tragico esempio. Il rapporto cita ugualmente il caso del lago Tchad, in Africa, che ha perso quasi il 90% della sua superficie dagli anni 60, principalmente a causa dello sfruttamento eccessivo dei terreni per il pascolo, della deforestazione e dei grandi progetti d’irrigazione non durevoli. Due persone su cinque vivono oggi in zone suscettibili di essere inondate, in particolare per il fatto dell’elevazione del livello del mare. I paesi più esposti sono il Bangladesh, la Cina, gli Stati Uniti, l’India, il Pakistan, i Paesi Bassi, le Filippine e i piccoli stati insulari in via di sviluppo. Il rapporto insiste sul fatto che i cambiamenti climatici non faranno che aggravare questa situazione.

La popolazione mondiale avrà bisogno del 55% di cibo in più nel 2030, cosa che si tradurrà con un ricorso più importante all’irrigazione, che rappresenta già da ora quasi il 70% dell’acqua dolce consumata dagli uomini. La produzione agroalimentare è enormemente aumentata nel corso degli ultimi 50 anni, pertanto, il 13% della popolazione mondiale (850 milioni di persone che vivono essenzialmente in zone rurali) non possono sempre mangiare a sazietà.