Le motivazioni contenute nella lettera inviata dal Wwf

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«Oramai i tempi di approvazione dei decreti di attuazione della ?legge delega ambientale? sono stretti e le ?Istituzioni? non ci consentono di svolgere il ruolo che ci è stato assegnato di ?tutori? e ?rappresentanti? degli interessi legati alla tutela dell’ambiente, e poiché riteniamo questo un grave atto di violazione delle più importanti e recenti conquiste della democrazia e di tante leggi europee ed internazionali che riconoscono e garantiscono la partecipazione attiva dei cittadini alle decisioni che coinvolgono la loro vita ed il loro futuro, il Wwf ha deciso di rendere pubblici gli schemi dei decreti che riscrivono la legislazione ambientale.
«Il nostro è un gesto di civiltà, teso ad evitare che tutti siano messi di fronte ad un fatto compiuto di fronte al quale possano esprimere solo un parere; speriamo che il dibattito che si produrrà faccia riflettere anche il Governo tutto che dovrà esprimersi sui testi elaborati dal Ministero dell’Ambiente.
«Se si vuole rimettere mano a temi e leggi lungamente dibattuti dal Parlamento, molte delle quali approvate in applicazione delle leggi ambientali dell’Unione Europea, oggetto di puntuali e spesso duri confronti nella società civile, tutto questo deve allora essere governato con assoluta trasparenza. Deve aprirsi un dibattito vero sulle scelte del Governo in campo ambientale, ragionare per tempo sulle conseguenze che alcune nuove norme provocheranno. Vogliamo, soprattutto evitare il rischio che i Ministri, che ovviamente non sono certo esperti di questioni ambientali, non sentano la sola la campana dei favoreli a queste riforme, ma abbiano la possibilità quanto meno di maturare un proprio convincimento sentendo anche tesi diverse.

«Purtroppo il confronto sulla normativa ambientale, la riscrittura delle norme sulle acque, sui rifiuti, sui parchi, sul danno ambientale, sulla V.I.A., sulla difesa del suolo, sulle emissioni in atmosfera, è fino ad oggi stato relegato ad un fatto privato, trattati come un segreto di Stato. I documenti deliberatamente non vengono fatti circolare, con confronti che vogliono dare l’illusione del confronto e che affrontano solo i temi generali mentre altri in segreto lavorano su articoli e commi. A 9 mesi dall’approvazione delle legge delega ambientale solo pochi privilegiati hanno potuto vedere e studiare i testi di riforma predisposti dal Ministero dell’Ambiente. Le Camere hanno ricevuto informazioni generiche e formali, le consultazioni con le Associazioni Ambientaliste (obbligatorie per disposizione della stessa legge delega) di fatto non esistono. Il fatto è ancor più grave se si considera che i testi su varie materie esistono da mesi e non vengono trasmessi ai soggetti titolati ad esprimere parere. Gli stessi 24 “saggi” voluti dal Ministero dell’Ambiente come propria commissione consultiva, non sono stati coinvolti ( se non con esclusione di alcuni) nella stesura materiale dei testi. I pochi che hanno partecipato alla stesura di un testo, ignoravano cosa si stesse facendo su un altro, la Commissione (in quanto tale) ha avuto i testi solo venerdì 2 settembre e per la prima volta li ha affrontati e incredibilmente approvati (seppur in via generale) senza alcun confronto di merito, senza alcun dibattito sui singoli aspetti


che clamorosamente emergono dalle nuove norme, nelle 3 ore di riunione svoltasi mercoledì 7 settembre. Cosa clamorosa poi che i testi sono stati inoltrati ai Ministeri competenti prima che la Commissione si esprimesse».

(Fonte Wwf)