Le onde e il nostro corpo

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I campi elettrici statici sono registrati come una forza dagli oggetti elettricamente carichi. Essi possono in via teorica indurre una carica di superficie su un corpo umano esposto, che può essere percepita se «scaricata» su un oggetto messo a terra. Se il voltaggio è sufficientemente alto, l’aria ionizzerà e potrà condurre una corrente tra, per esempio, un oggetto carico e una persona in contatto con il terreno (shock, scarica elettrica). Questo effetto si può avere per livelli tra i 500 e i 1.200 kV/m, ma anche per voltaggi più bassi in circostanze particolari.
L’esposizione a campi elettrici e magnetici a frequenze Elf provoca l’induzione di correnti e campi elettrici all’interno del corpo. I corpi umani o animali perturbano significativamente la distribuzione spaziale di un campo elettrico Elf. Alle basse frequenze, il corpo è un buon conduttore e le linee di forza del campo perturbato sono quasi perpendicolari alla superficie corporea. Sulla superficie corporea esposta vengono indotte cariche oscillanti che producono correnti all’interno del corpo.
Per i campi magnetici, la permeabilità dei tessuti è la stessa di quella dell’aria, pertanto il campo all’interno dei tessuti è uguale a quello esterno. I corpi umani ed animali non perturbano significativamente il campo. La principale interazione dei campi magnetici è data dall’induzione (per la legge di Faraday) di campi elettrici e di densità di corrente nei tessuti conduttori.
Quello delle coppie di radicali rappresenta un meccanismo accettato attraverso il quale i campi magnetici possono avere effetto su tipi specifici di reazioni chimiche, di solito con un aumento della concentrazione di radicali liberi1 reattivi in campi di bassa intensità e un suo abbassamento in campi di alta intensità. Tali aumenti sono stati osservati in campi magnetici di intensità inferiore a 1 mT. Ci sono alcuni dati che collegano questo meccanismo alla navigazione degli uccelli durante la migrazione. Sia su base teorica, sia perché le variazioni prodotte da campi magnetici Elf e da campi statici sono simili, è stato suggerito che campi a frequenza industriale di gran lunga inferiori al valore del campo geomagnetico, pari a circa 50 μT, non abbiano verosimilmente molta importanza dal punto di vista biologico. Per quanto attiene gli effetti indiretti, le cariche superficiali indotte dai campi elettrici possono essere percepite e dare luogo a microscosse dolorose quando si tocca un oggetto conduttore. Correnti di contatto si possono produrre in bambini piccoli che tocchino, ad esempio, un rubinetto della vasca da bagno in alcune abitazioni. Ciò produce piccoli campi elettrici nel midollo osseo, possibilmente al di sopra dei livelli di rumore di fondo. Non si sa però se ciò rappresenti un rischio per la salute.
L’esposizione a Cem di frequenza superiore a circa 100 kHz può portare a significativi assorbimenti di energia e aumenti di temperatura. In questo caso, l’unità di misura utilizzata è il Sar (rateo di assorbimento specifico, espresso in W/kg). Nei tessuti, il Sar è proporzionale al quadrato dell’intensità del campo elettrico interno. Il Sar medio e la distribuzione del Sar possono essere calcolati o stimati da misure


di laboratorio.

1Icnirp. Guidelines for limiting exposure to time-varying electric, magnetic, and electromagnetic fields (up to 300 GHz). Health Physics April 1998, Volume 74, Number 4, pp 494-522.