Le realizzazioni più importanti

118

Nel resto dell’Italia, le realizzazioni più importanti sono quelle di Grosseto, Pianacce (SI), Ferrara, Vicenza, Acqui e Bagno di Romagna.
In un sistema geotermico, l’acqua s’infiltra in rocce permeabili formando delle falde sotterranee ove, per effetto del calore trasmesso da una fonte quale una massa magmatica, si scalda fino a raggiungere temperature di alcune centinaia di gradi: così, il vapore risale lungo faglie o fratture, trascinandosi appresso la fase liquida e produce le tipiche manifestazioni geotermiche.
Il principio base dello sfruttamento consiste nel captare il fluido, trattarlo opportunamente ed inviarlo agli impianti di utilizzazione, per la produzione di energia elettrica oppure per usi diretti.
Tra questi ultimi, il riscaldamento è la forma più antica e diffusa; in questo senso, il record appartiene da sempre all’Islanda. D’altro canto, in quest’isola è concentrata una straordinaria ricchezza in termini di energia geotermica; narra la leggenda che il norvegese Ingolfur Arnarson (sbarcato nel IX secolo insieme ad un gruppo di schiavi) ne rimase talmente colpito da coniare il termine Reykjavik, che si potrebbe tradurre come «Baia fumosa».
A tutt’oggi ben il 97% della popolazione della capitale è servita da riscaldamento geotermico urbano, poiché nei pressi vi sono numerosi campi cosiddetti «a bassa temperatura», i quali forniscono acqua al di sotto dei 150°C. Invece, i campi «ad alta temperatura», oltre i 200°C, sono localizzati lungo il Rift vulcanicamente attivo; siccome il fluido è talmente ricco di gas e minerali da non poter essere immesso direttamente nel sistema di distribuzione, se ne sfruttano pressione e temperatura sia per riscaldare l’acqua di uso domestico sia per produrre elettricità.
Inoltre, l’imponente spettacolo naturale dei geyser ha da sempre ottime ricadute sul turismo: qui come a Yellowstone (il più esteso parco degli Stati Uniti che dal Wyoming sconfina a nord nel Montana e ad ovest nell’Idaho), senza scordare i getti della Nuova Zelanda, del Cile, del Kenya e della vicina Svizzera.
La nascita di un geyser è un fenomeno spontaneo, ma in altre zone ad alto potenziale come nel caso di Montieri (GR) la risalita è indotta artificialmente tramite perforazione (pozzo geotermico). La trivellazione presenta difficoltà molto maggiori che per i pozzi petroliferi ed è estremamente costosa; questo è uno dei motivi per cui l’energia geotermica non è ancora stata adeguatamente sfruttata, o perlomeno, non in tutte le zone in cui il gradiente (9-12°C ogni 100 metri) è maggiore rispetto alla media di 3°C ogni 100 metri di profondità.
Il calore endogeno è in parte residuo ma per lo più deriva dal decadimento degli isotopi radioattivi (quali il torio 232, il potassio 40, l’uranio 238 ed il 235), presenti soprattutto nel mantello e nella crosta continentale. Il flusso geotermico è pari a circa 0,06 W/m2 , ossia 30.000 miliardi di watt per l’intera superficie ma è troppo debole per essere sfruttato in modo diretto; così, per ottenere la massima efficienza dai fluidi geotermici, vengono adottate alcune strategie. Ad esempio, si effettua un uso integrato per impianti ed utenti diversi,


con un sistema «a cascata», in modo da usare le acque reflue a bassa temperatura di una centrale geotermica per il riscaldamento, la serricoltura, l’acquacoltura e l’irrigazione.
Un altro escamotage consiste nell’utilizzare la cosiddetta «pompa di calore», largamente diffusa nei paesi dove si sfrutta l’energia geotermica a basse temperature (7- 40° C) quali la Svezia, il Giappone, gli Stati Uniti, la Svizzera, la Germania e la Francia (i dettagli tecnici sono alla sezione «Usi diretti» della pagina www.minambiente.it/Sito/settori_azione/iar/FontiRinnovabili/tecnologie/tecnici/geotermia.asp?).

Non è una risorsa illimitata

Attualmente, secondo l’Associazione «Galileo 2001 per la Libertà e Dignità della Scienza», le risorse classiche riconosciute, distribuite in circa 80 Paesi (di cui poco più della metà le utilizzano in modo quantificabile), sono valutate nell’ordine di 60 miliardi di Tep a fronte dei 10 miliardi consumati nel mondo in un anno.
Tuttavia, il geotermico non va considerato come una risorsa illimitata: secondo Mary H. Dickson e Mario Fanelli dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del Cnr, benché lo si annoveri tra le fonti rinnovabili, il suo fattore critico è proprio la ricarica di energia.
In effetti, il sistema geotermico naturale «si rigenera» in contemporanea allo sfruttamento, mentre sarebbe più corretto parlare di «risorse limitate» nel caso di rocce secche e bacini sedimentari ove la conduzione termica ha tempi lunghissimi.
Per ulteriori dettagli, è possibile scaricare il II volume «Scienza e Ambiente: conoscenze scientifiche e priorità ambientali» a cura dell’Anpa (oggi Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici, Apat) al sito: www.galileo2001.it/materiali/documenti/Volume_anpa_02.pdf.
Se non inesauribile, l’energia geotermica è tuttavia a basso impatto ambientale: i gas contenuti nell’acqua sono essenzialmente anidride carbonica (la cui emissione, a parità di energia prodotta, è 10 volte inferiore rispetto a quella derivante dai combustibili fossili), azoto e idrogeno solforato, con lievi tracce di ammoniaca, mercurio e radon. In ogni caso, non si può abbassare la guardia rispetto ai gas liberati dagli impianti: a tal fine, tutti i cantieri devono essere muniti di strumenti di rilevazione.
Infatti, una centrale geotermoelettrica differisce da quella termoelettrica tradizionale (i cui costituenti essenziali sono il generatore di vapore, la turbina, l’alternatore ed il condensatore per il vapore esausto) sia per gli apparati necessari al trattamento del fluido naturale sia per l’estrazione dei gas incondensabili che vi si accompagnano.
Altre eventuali ricadute ambientali sono la subsidenza (alla quale, tuttavia, si rimedia con pozzi di reiniezione) ed i rischi legati alla perforazione quali un’eruzione freatica (quando la pressione del vapore è superiore a quella esercitata dai terreni sovrastanti) oppure, caso estremamente raro, un’eruzione vulcanica indotta, qualora la zona fosse particolarmente attiva in questo senso… Quanto riportato è un’estrema sintesi di alcune implicazioni del rapporto tra la geotermia e l’ambiente; per una disamina approfondita, si possono consultare gli abstract degli interventi effettuati nel corso del Convegno indetto a Pisa, in preparazione alla Conferenza internazionale sulle Energie rinnovabili che ha avuto luogo a Bonn nello scorso giugno.

Infine, per chi


desiderasse monitorare l’andamento del settore, si acclude un fitto calendario di incontri, dagli «iper-specialistici» a quelli in cui il geotermico viene trattato nel più vasto ambito delle energie in rapporto all’ambiente.
1) Dal 9 al 15 Agosto in Kamchatka, il Workshop sul tema «Luce e calore dal cuore della Terra».
2) Dal 29 Agosto al 1° Settembre l’incontro annuale «Geothermal Resources Council» a Palm Springs, California.
3) Dal 28 Agosto al 3 Settembre l’ VIII «World Renewable Energy Congress» a Denver in Colorado.
4) Dal 5 al 9 Settembre a Sydney in Australia, il XIX «World Energy Congress».
5) Il 20 e 21 Settembre a Londra il VI Forum annuale «Renewable Energy Finance».
6) Sempre il 20 e 21 Settembre a Miami il II Congresso sulle energie rinnovabili in America Latina.
7) Il 22 e 23 Settembre ad Austin in Texas, il Congresso «World Energy Engineering».
8) Il 9 e 10 ottobre a Zacatecas in Messico si terrà il corso «Geothermal Energy Resources of Middle America and theCaribbean», propedeutico al Congresso Internazionale sull’idrogeologia.
9) Dal 1° al 3 Dicembre a Tsukuba in Giappone, il meeting annuale della «Geothermal Research Society of Japan».
10) Dal 6 al 9 Dicembre a Taupo in Nuova Zelanda il XXVI Workshop sulla geotermia, in associazione alla conferenza sulle geoscienze
11) Il 20 e 21 Gennaio del 2005 a Great Falls nel Montana la V «Harvesting Clean Energy Conference».
12) Ad Antalya in Turchia il World Geothermal Congress «Geothermal Energy: The Domestic, Renewable, Green Optino» dal 24 al 29 Aprile.
13) Dal 1° al 3 Marzo a Las Vegas in Nevada, il Meeting sul tema «Power-Gen Renewable Energy».