Le strategie per raggiungere l’accordo sul post-Kyoto

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Per poter risolvere il problema del post-Kyoto, la discussione si è spezzata in tre tronconi:

– Uno riguardante i futuri impegni, senza modificare sostanzialmente l’attuale Protocollo di Kyoto, ma utilizzando lo strumento degli emendamenti al protocollo (art. 3.9) del Protocollo) per poterlo prorogare e per inserire i nuovi impegni oltre il 2012 e di competenza, quindi, della Cop/Mop);
– Uno riguardante la riformulazione complessiva di tutto il Protocollo di Kyoto per arrivare praticamente ad un nuovo trattato per il periodo successivo al 2012, utilizzando lo strumento della revisione del protocollo (art. 9 del Protocollo) e di competenza, ancora, della Cop/Mop:
– Uno, infine, riguardante, il riesame delle possibili azioni da avviare e successivamente da attuare per raggiungere l’obiettivo di cui all’art. 2 della Unfccc e di competenza, quindi della Cop, ma non della Cop/Mop.

Usa ed Arabia Saudita non erano disponibili a negoziare in nessuno dei precedenti tronconi di discussione, trasformatisi poi in tre gruppi di lavoro informali. Tuttavia, dopo l’intervento dell’ex presidente Usa: Clinton e l’azione diplomatica del Presidente della Cop-11: il Ministro canadese Dion, gli Usa e l’Arabia Saudita hanno accettato di discutere ma solo nel terzo gruppo informale (terzo troncone).

Sabato mattina, 10 dicembre scorso, dopo una lunga notte di negoziazioni, alla fine, è stato raggiunto un accordo che ha escluso, di fatto, il secondo troncone precedente di discussione (cioè la revisione e una nuova formulazione del Protocollo di Kyoto).

Gli accordi raggiunti sono:

– Il protocollo di Kyoto viene prorogato oltre il 2012 con ulteriori impegni che le Parti della Cop/Mop (i 157 Paesi firmatari del protocollo di Kyoto) si impegneranno a concordare ed approvare come «emendamenti» al protocollo. Le procedure della Cop/Mop prevedono che la richiesta di emendamenti deve essere formalizzata entro il 1° settembre 2006. Contemporaneamente, su richiesta della Russia, la Cop/Mop esaminerà, senza impegno, punti di vista o proposte che i vari Paesi volessero presentare in relazione ad una possibile revisione e riformulazione del Protocollo.

– La Cop (che comprende i 189 Paesi firmatari della Unfccc) esaminerà invece le prospettive a lungo termine, per avviare in modo consensuale fra tutti i 189 Paesi un processo di cooperazione internazionale tale da raggiugere l’obiettivo della Unfccc. Tale processo sarà costituito da una negoziazione aperta e libera al dialogo fra le Parti e non sarà basato né su vincoli di riduzione, né su scadenze temporali da osservare.
Il dialogo tra le parti sarà basato da una parte sulla promozioni di strategie ed azioni per lo sviluppo sostenibile finalizzate a mitigare i cambiamenti del clima e ad adattarsi ai futuri cambiamenti climatici, e dall’altra parte, sulla promozione di strategie ed azioni di cooperazione internazionale per favorire, in particolare, lo sviluppo tecnologico e l’accesso alle nuove tecnologie da parte dei Paesi in via di sviluppo.