Movimenti senza protesta? L’ambientalismo in Italia

174

di D. Della Porta, M. Diani con la collaborazione di M. Andretta, edizione Il Mulino

Pagine: 242 | Costo ?: 20.00

Il movimento ambientalista è oggetto in questo volume di una originale ricerca, svolta in chiave comparativa, che comprende una ricognizione degli eventi di protesta in Italia negli anni ’80 e ’90, uno studio delle organizzazioni ecologiste nei paesi dell’Unione europea, e una serie di indagini dedicate a specifiche realtà locali, come quella fiorentina, nel quadro di un’analisi dell’ambientalismo nelle città e dei nuovi conflitti urbani che sono conseguiti fra associazioni e comitati.
L’excursus degli autori passa dapprima attraverso un’analisi della nascita della contestazione ecologica, caratterizzata da una forte mobilitazione legata al territorio, che coinvolse milioni di persone in tutta Europa sin dagli anni ’70, quando sorsero movimenti spontanei che rappresentavano il distacco dei cittadini dalle linee di condotta dei partiti , immersi nelle logiche della guerra fredda; poi sofferma l’attenzione su quella realtà italiana, dove la contestazione, diffusa soprattutto nei paesi industriali per la loro maggiore esposizione all’inquinamento, fu molto vivace e diede vita a una diffusa voglia di conoscenze scientifiche e di cultura.
Infine si presenta un’esame dell’ evoluzione del fenomeno verso una direzione volta alle modificazioni degli orientamenti e dei comportamenti politici. In particolare, agli inizi degli anni ’90, la nascita di partiti «Verdi» in tutti i paesi occidentali, in alcuni casi con incoraggianti risultati elettorali, illuse sulla possibilità che gli orientamenti ambientali potessero affiancare o sostituire linee di appartenenza e di identificazione politica consolidate. Il resto è però storia di partiti che rappresentano i movimenti nelle istituzioni, ma che ne assorbono l’identità; storie di opacità, incertezza, frammentazione ideologica e concorrenza che però non hanno mai stroncato la decisione dell’opinione pubblica europea, portando alla nascita degli odierni gruppi europarlamentari ambientali, il cui compito è di condurre la nuova protesta degli anni Duemila.
Protesta che sembra aver parzialmente mutato i termini della questione, ricollegando le mobilitazioni ambientali a temi quali la giustizia sociale e la pace.

Claudio Mundo

(11 Novembre 2004)