Nel solco della tradizione umanistica

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Dunque, insieme all’arte la scienza. Insieme alle grandi mostre (Arnolfo, Alberti, Giambologna, Leonardo, per citare solo quelle in corso o in arrivo a Firenze), l’Ente Cassa promuove e sostiene la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, nel solco della tradizione umanistica dell’uomo universale e dell’unità del sapere. Un concetto sottolineato dal presidente Speranza: «Siamo orgogliosi di impegnarci in un settore di primaria importanza per il Paese. Contribuendo ai grandi progetti dei centri di eccellenza della nostra Università e del Cnr, confermiamo l’antica vocazione fiorentina che accomuna arti e scienze». I fondi dell’Ente Cassa hanno peraltro calamitato su Firenze investimenti quanto meno analoghi (da Unione Europa, Ministero, enti vari pubblici e privati) e stanno producendo significative ricadute sull’apparato produttivo toscano e sulla qualità della formazione superiore. Ha spiegato Blasi: «Abbiamo concentrato le risorse sui progetti di punta delle istituzioni scientifiche pubbliche, dando priorità alle iniziative che già dispongono di strutture adeguate e personale qualificato. Grazie a questi progetti, Firenze consolida il proprio patrimonio di conoscenze e si conferma al top anche come città della scienza». Brandi dirige il nuovo Centro per lo Studio della Biologia dei Tessuti Calcificati nelle Patologie Osteoarticolari, dove, tra l’altro, si progettano biomateriali per la chirurgia intelligente.

Oltre ai brevetti citati, la professoressa ha ricordato la recente creazione di una sostanza (la stronzioapatite) capace di stimolare la costruzione di nuovo osso, determinante per curare l’osteoporosi, malattia grave assai diffusa. Luchinat ha invece descritto le attività del Cerm dove, con il direttore Ivano Bertini e la collega Lucia Banci, sono tra i maggiori esperti mondiali di Metalloproteinasi di Matrice, particolari proteine con zinco capaci, se in eccesso o troppo attive, di lasciar spazio alla crescita dei tumori. Si cerca appunto di arginare i tumori bloccando queste proteine.

Quanto al progetto Hydrolab, ha già sviluppato alcune promettenti tecnologie. Tra le più innovative, particolari biofermentatori costituiti da batteri specializzati nella produzione di idrogeno da rifiuti vegetali, spugne molecolari che producono idrogeno se illuminate dal sole; batterie che ricavano energia dall’etanolo grazie a speciali catalizzatori. L’Ente Cassa ha finanziato anche 12 assegni di ricerca per giovani laureati fiorentini che operano nella filiera dell’idrogeno. Infine il progetto in assoluto più inedito, il neonato Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (Linv), punta mondiale della ricerca sul «cervello» delle piante. Ha detto il direttore Mancuso: «Ormai abbiamo capito che, per quanto a modo loro, anche i vegetali ragionano. Ora vogliamo sapere che cosa dicono, come comunicare con loro e come mettere a frutto tutto ciò».