Piante senza terreno e previsioni di terremoto

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«Germinelli – ci ha detto Vittori prima del lancio – prende il nome da una ricerca dell’Università della Tuscia di Viterbo, che punta a far germogliare semi senza terreno in condizioni di microgravità. Lo scopo è creare alternative alimentari da utilizzare sia nello spazio sia sulla Terra in situazioni estreme od ostili. Collegato a questo esperimento vi sarà poi un’iniziativa didattica: alunni di alcune scuole elementari faranno crescere semi al suolo, mentre io farò lo stesso in orbita. Le differenze saranno valutate in diretta attraverso un sito web».
L’esperimento «Microspace» invece, studia la reazione di forme di vita batterica ai vari fattori ambientali all’interno di un veicolo spaziale. Tre colture batteriche sono state portate a bordo della Iss in modo da identificare gli effetti della radiazione di alta energia e della microgravità sulle colture. Un esperimento, questo, che potrebbe migliorare la nostra comprensione della biologia di base dei microrganismi.
C’è poi un test che potrà indagare sui fenomeni che possono precedere un sisma terrestre. Battezzato «Lazio», oltre che a evocare la regione della capitale italiana, sta per Low-Altitude Zone Ionization Observatory (Osservatorio della zona di ionizzazione a bassa quota), il test nasce con lo scopo di analizzare sia le radiazioni di alta energia sia l’ambiente magnetico all’interno della stazione spaziale, dedicando una particolare attenzione al fenomeno dei Lampi di Luce (Light Flashes).
«Questo esperimento – precisa Roberto – si propone di prevenire le forti attività sismiche. Un sensore, costruito dall’Istituto nazionale di fisica nucleare, studierà le radiazioni elettromagnetiche nella stazione spaziale e la correlazione tra i sismi e la variazione del campo elettromagnetico terrestre. Dall’epicentro di un terremoto infatti si generano un’onda elettromagnetica e un’onda di pressione che si propaga sul terreno. La prima è più veloce della seconda: un sensore integrato in un satellite potrebbe identificare la perturbazione generata dall’epicentro prima che l’onda d’urto raggiunga il suolo. In futuro si pensa di inviare in orbita dei piccoli satelliti per fare da “sentinella” su questi effetti».
«Lazio» rappresenta, infine, il primo test di un sensore in grado di monitorare con alta precisione rapide variazioni temporali delle fasce di Van Allen. Queste variazioni, come inizialmente suggerito da alcuni scienziati sovietici circa venti anni fa, potrebbero rientrare nella classe di quei fenomeni che precedono un terremoto e la loro rivelazione potrebbe dunque rappresentare un sistema di preallarme.
A bordo della Iss verrà portato anche cibo «nostrano»: «Anche qui ci sono delle novità – dice Vittori -. Nello spazio solitamente si portano solo cibi russi o americani. Stavolta invece avremo non uno, ma una serie di prodotti made in Italy opportunamente conservati. Anche questo, in qualche modo, sarà un primato».