Presentati al vertice G8 i risultati della Global bioenergy partnership

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Corrado Clini, direttore generale del ministero dell’Ambiente italiano, Alexander Muller, assistant director general della Fao, e H. Rid, direttore generale del Ministero Ambiente della Germania, in occasione del vertice G8, hanno presentato i risultati del primo anno di attività della Global Bioenergy Partnership, istituita nel 2005 dal vertice G8+5 (Brasile, Cina, India, Messico, Sud Africa) di GleanEagles nell’ambito del «Piano di azione per le energie pulite».
Alla Partnership, partecipano, oltre i paesi G8+5, Indonesia, Malaysia, Olanda, Tanzania, Svezia, le Agenzie delle Nazioni Unite Unep, Undp, Unctad, Fao, l’Agenzia Internazionale dell’Energia, la Banca Mondiale, il World Renewable Energy Council. La Fao svolge la funzione di segretariato della Partnership.

Le bioenergie rappresentano attualmente la fonte rinnovabile più diffusa.
La Partnership è impegnata a definire il quadro internazionale di riferimento delle procedure tecniche e delle regole per assicurare che la produzione delle bioenergie sia compatibile con la protezione della biodiversità e delle risorse naturali, non sia in competizione con la produzione di cibo, non determini effetti negativi per i paesi in via di sviluppo attraverso le regole del commercio internazionale.

Corrado Clini, che nel 2000-2001 aveva coordinato la Task Force del G8 sulle fonti rinnovabili, presiede la Partnership.
Secondo Clini, «lo sviluppo delle bioenergie rappresenta la risposta più immediata e disponibile per ridurre le emissioni di carbonio a breve termine, per preparare la ?decarbonizzazione? dell’economia globale a lungo termine, per sostenere la crescita economica dei paesi in via di sviluppo. Le bioenergie sono già un’alternativa concreta ai combustibili fossili, e nello stesso tempo, come dimostra l’esperienza del Brasile, possono essere il ?motore? dello sviluppo delle aree più povere del pianeta».

«È evidente – ha aggiunto Clini – che lo sviluppo delle bioenergie a livello globale sfida l’economia delle fonti fossili, e del petrolio in particolare».
È per questo che ieri il segretario generale dell’Opec, Abballa El Badri, ha minacciato di ridurre gli investimenti nel settore petrolifero e di aumentare il prezzo del petrolio se i paesi del gruppo G8+5 confermeranno il loro impegno per le bioenergie.
«La reazione dell’Opec dimostra che siamo sulla buona strada», ha commentato Clini.

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