Presto altre cinque centraline e un progetto di collaborazione con l’Università di Bari

89

Per meglio comprendere quale sia lo stato dell’arte dell’acquisizione dati della qualità dell’aria in Basilicata e come si vogliano interpretare, abbiamo rivolto alcune domande al Direttore scientifico dell’Arpab, Bruno Bove.

Qual è la situazione del rilevamento dei dati sulla Qualità dell’Aria in Basilicata?
In Basilicata abbiamo una rete che si sta implementando: abbiamo quattro centraline a Potenza e tre centraline nel Vulture Melfese. E prevediamo di aggiungerne altre cinque che sono già state posizionate e stanno per essere collaudate: una a Pisticci, una a Ferrandina, una a Matera, una in Val d’Agri ed un’altra nelle vicinanze dell’inceneritore di Potenza.

Ma di fronte agli incrementi di valori soprattutto per le polveri fini che si stanno verificando che cosa intendete fare?
Stiamo avviando una collaborazione con il Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari tendente a far partire uno studio per selezionare la parte antropica dalla parte naturale degli inquinanti. Capire cioè le responsabilità delle emissioni da traffico, dell’industria, del riscaldamento, dall’ambiente naturale circostante, dal trasporto transfrontaliero.

In pratica siamo all’anno zero e dovremmo aspettare la conclusione dello studio?
No, no, abbiamo già dati nostri come dimostra il caso di Lavello. A Lavello, come noto, c’è il termodistruttore Fiat Fenice, lì l’anno scorso abbiamo avuto dei periodi di aumento delle polveri e ci si era preoccupati perché l’Amministrazione temeva ci fosse il contributo dell’impianto. Studiando i dati anche dal punto di vista meteoclimatico si è scoperto che ci sono periodi particolari a marzo e a settembre dove sono aumentate notevolmente le polveri trasportate dal Sahara, un fenomeno comune ad altre zone italiane. Noi vogliamo fare questo ragionamento su tutta la Basilicata da qui l’avvio dell’accordo con l’Università di Bari, per poter dare alle Amministrazioni e agli ambientalisti tutti gli strumenti utili per comprendere questi fenomeni.

I comportamenti degli inquinanti, alla luce delle altre esperienze, possono essere anticipati e si possono predisporre interventi. Cosa si sta facendo in Basilicata?
Come noto noi siamo un Ente di controllo. Dal 2001 monitoriamo il benzene a Potenza e a Matera. La legge prevede questi controlli per i centri superiori a 150mila abitanti, quindi non è il caso nostro. Tuttavia lo facciamo ed abbiamo lo storico di cinque anni. Questi dati li abbiamo forniti alle amministrazioni e per quanto possiamo vedere il dato del benzene a Potenza non scende ed è attorno al valore limite massimo ammesso.

Ma sulla base dei dati da voi forniti le Amministrazioni comunali posso prendere iniziative?
Sì, possono prendere decisioni e costruire altri progetti per far fronte alle situazioni.