Quanti «turismi» ci sono

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Vecchi e nuovi turisti

La combinazione «turismo» e «ambiente» ha prodotto una varia gamma di modalità di fruizione, che vanno dall’ecoturismo al turismo rurale.
Fattore di interesse principale è il rapporto tra l’uomo e l’ambiente, le trasformazioni del territorio legate alle condotte culturali, sociali e non ultime economiche.
Fin dal Settecento l’Italia è stata meta di turismo per i viaggiatori europei appartenenti all’élite culturale e sociale; le motivazioni risiedevano nella ricchezza storica, culturale, naturalistica e paesaggistica della penisola. Solo nell’Ottocento si diffuse la concezione della natura come elemento centrale degli interessi turistici.
Negli anni Ottanta l’ecoturismo ha assunto un ruolo centrale nella domanda turistico ambientale, condizionato in certa misura da movimenti ideologici basati sulla concezione della natura come patrimonio da salvaguardare.
Ceballos-Lascuràin nel 1983 definì l’ecoturismo come quel tipo di turismo che «…comporta il viaggiare verso aree naturali relativamente indisturbate ed incontaminate con lo specifico obiettivo di studiare, ammirare e trarre piacere dagli scenari e dalla flora e fauna selvatiche così come da qualsiasi dimensione culturale che si trova in queste aree»: si rigetta dunque il turismo di massa, orientando le scelte verso aree non comprese in tale circuito e osservando uno stretto rispetto dell’ambiente.