Responsabilità non beneficenza, per un’etica che produce valore

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L’azienda responsabile non è quella che fa beneficenza con il suo plusvalore, per ottenere detassazioni. È una impresa che crede in uno sviluppo condiviso e partecipato.
Questa partecipazione, che poi coinvolge anche il cliente finale, diventa il suo guadagno, perché è un coerente comportamento etico che oggi si fa breccia nell’economia occidentale e permette di attirare i consumatori verso un prodotto invece di un altro.
«Per avviare un’impresa su scelte di responsabilità sociali non servono nuove figure professionali ? spiega Carlo Secchi, docente alla Bocconi ? ma leader consapevoli di quello che oggi il mercato vuole. I manager di oggi devono finirla di porsi obiettivi a breve periodo, ma stabilire strategie a medio e lungo termine, che sappiano far crescere l’impresa. Quello di cui oggi ancora si parla, domani è già nella quotidianità, le imprese o se ne rendono conto o sono condannate».

Non si parla di strategie di marketing sociale, di semplici sponsorizzazioni estemporanee per ottenere un po’ di pubblicità, ma di strategie di crescita a lungo termine, per un’etica comportamentale che produce valore. Deve in una parola essere un’azienda più brava delle altre, che sa creare valore per se e per gli altri.