Uno stimolo per cambiare strada

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( Direttore scientifico e culturale del Wwf Italia )

Dopo «Armi, acciaio e malattie» il grande ecologo Jared Diamond ci regala, con il volume «Collasso», un altro straordinario affresco di ecostoria. Il libro analizza, con un’interpretazione in chiave ecologica, il comportamento di determinate società del passato nei confronti del loro ambiente (con un’interessantissima analisi anche per alcuni casi del presente) che ha prodotto un «collasso» della loro stessa sopravvivenza e ci invita a riflettere sulla relazione esistente tra i sistemi sociali e quelli naturali dando indicazioni su come migliorarla per il futuro.
Le ricerche scientifiche più avanzate delle scienze del sistema Terra, ci dimostrano chiaramente che il peso dell’intervento umano nei confronti dei sistemi naturali è tale da essere paragonabile a quello delle forze geologiche che, da sempre, agiscono sul nostro pianeta modificandolo profondamente.
Per quanto ci è dato sapere, nella storia della vita sulla Terra nessun altra specie vivente ha mai svolto un ruolo simile, in una scala temporale così ristretta.
Il nostro ruolo è ancor più articolato come acceleratore di cambiamenti evolutivi. Gli studi sulla dinamica dei sistemi naturali (dalla climatologia all’oceanografia, dalla pedologia all’ecologia) riconoscono la peculiarità della specie umana come grande trasformatrice e distruttrice di ambienti naturali, come grande modificatrice dei cicli energetici, delle materie prime e delle risorse naturali del nostro pianeta nonché dell’intero complesso della biodiversità planetaria.

I più grande programmi internazionali di ricerca che indagano i cambiamenti globali nel sistema Terra ed i loro effetti sull’evoluzione e la dinamica dei sistemi naturali ? coordinati dall’International Council for Science (Icsu), l’International Geosphere Biosphere Programme (Igbp), l’International Human Dimension Programme of Global Environmental Change (Ihdp), il World Climate Research Programme (Wcrp) e l’International Programme on Biodiversity Science (Diversitas) che dal 2001 sono riuniti nell’Earth System Science Partnership (Essp) ? hanno sottolineato il profondo ruolo della specie umana nella trasformazione dei sistemi naturali e la possibilità che i suoi interventi superino soglie critiche oltre le quali intervengono meccanismi di cambiamento catastrofico, con effetti imprevedibili sui sistemi sociali.
Uno dei maggiori studiosi del sistema Terra, Paul Crutzen (premio Nobel per la Chimica nel 1995) ha proposto alla comunità scientifica internazionale di chiamare il periodo geologico che egli ritiene vada fatto partire dal 1750 circa ad oggi, Antropocene, a testimonianza di questo straordinario intervento umano sui sistemi naturali del pianeta.

Soltanto nell’arco dell’ultimo secolo la popolazione umana è incrementata di 4 volte (passando da 1,6 miliardi di abitanti agli inizi del Novecento a più di 6 miliardi alla fine del secolo), l’economia mondiale è incrementata di 14 volte, l’output industriale di 40 volte, l’uso di acqua dolce da parte umana è incrementato di 9 volte, il pescato mondiale è incrementato di 35 volte, l’area agricola di 2 volte, l’area irrigata di 5 volte, le emissioni di anidride carbonica di 17 volte, l’uso di energia di 13 volte ecc.
La comunità scientifica internazionale cerca di comprendere il più possibile i cambiamenti ambientali verificatisi nel passato per comprendere meglio la possibilità del verificarsi dei cambiamenti futuri. Al di là di tutti i lavori scientifici nell’ambito del programma


internazionale definito Pages (Past Global Changes) è stato recentemente avviato un programma internazionale definito Ihope (Integrated History and Future of People on
Earth) che ha come compito proprio quello di indagare la storia integrata del sistema uomo-ambiente negli ultimi 10.000 anni con risoluzioni più focalizzate, temporali e spaziali, degli ultimi 1.000 anni e 100 anni.

Il Wwf che basa la sua azione sulla migliore conoscenza scientifica disponibile, considera con grande attenzione le impostazioni ed i risultati di tutte queste ricerche ed ha attivamente contribuito al recentissimo rapporto voluto, nell’ambito Nazioni Unite, dalla comunità scientifica internazionale più esperta nel campo dell’interrelazione tra i sistemi naturali e quelli sociali, il «Millennium Ecosystem Assessment». Il rapporto prodotto in quattro anni di indagini, ha fatto il punto sullo stato di salute degli ecosistemi della Terra, la loro possibile evoluzione nei prossimi 50 anni e la necessità di fornire risposte politiche ed economiche adeguate; afferma chiaramente che negli ultimi 50 anni gli ecosistemi del pianeta sono stati profondamente trasformati dall’intervento umano, come non era mai avvenuto in precedenza e che, in assenza di significativi cambi di rotta, la capacità degli ecosistemi di fornire i fondamentali servizi alle comunità umane nei prossimi 50 anni sarà ancor più compromessa.
È evidente che non è possibile proseguire sull’attuale strada intrapresa.
La conoscenza scientifica ci mette oggi a disposizione approfondite analisi teoriche e prassi operative per cambiare strada ma la reazione del mondo politico ed economico è ancora drammaticamente insufficiente o, addirittura, assente.
Diamond ci invita a riflettere e ad agire.