Usa e Canada ultimi nella classifica Wwf dei paesi del G8

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Gli Usa e il Canada sono risultati ultimi nelle Climate Scorecards del Wwf, una classifica che esamina lo stato delle politiche sul clima dei paesi del G8. Lo studio (eseguito da Ecofys e co-finanziato da Allianz, Gruppo finanziario che già da due anni collabora con il Wwf in Italia e al livello internazionale per la realizzazione di studi di scenario sui cambiamenti climatici) prende anche in esame le emissioni attuali di CO2 e le proiezioni e gli impegni futuri. In testa alla classifica Germania, Francia e Regno Unito, sebbene tutti questi paesi potrebbero vedere aumentare le proprie emissioni, se non verranno applicate presto politiche e misure più aggressive. Nella classifica negativa l’Italia è quarta (dopo Usa, Canada e Russia). Il rapporto del Wwf fornisce anche informazioni aggiornate sulle economie emergenti (i +5) vale a dire Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa.

«Appare evidente che il Canada deve abbandonare la politica collaterale agli Usa degli ultimi anni e ricostruire la propria reputazione di paese leader nella lotta al cambiamento del clima», dice Hans Verolme, Direttore del Global Climate Change Programme del Wwf.
Secondo l’analisi, gli Usa e il Canada non hanno messo in campo politiche atte a limitare le emissioni di gas serra ed evitare i cambiamenti del clima più pericolosi.
Per affrontare la situazione, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, sta cercando di raggiungere un accordo al Summit del G8 in Germania.
Per il Wwf, tale accordo deve comprendere un chiaro impegno a tenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C; ridurre, entro la metà del secolo, le emissioni di gas serra della metà rispetto ai livelli del 1990; assicurare l’attuazione di un mercato del carbonio a lungo termine. Per il Wwf, la sede multilaterale, e in particolare la Convenzione quadro sul Clima dell’Onu, è la sede per condurre i negoziati e raggiungere un accordo con impegni precisi e legalmente validi.

«Ma i Paesi più industrializzati, riuniti nel G8 hanno la responsabilità di dare impulso a tale processo – ha dichiarato Michele Candotti, segretario generale del Wwf Italia – impegnandosi in profondi tagli alle proprie emissioni e imprimendo un impulso ai finanziamenti per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili anche nei paesi in via di rapido sviluppo e nei paesi più poveri. Anche gli attori tradizionalmente più refrattari ai cambiamenti indotti dalle crisi ambientali,come ad esempio l’industria ed il mondo della finanza, hanno ora intrapreso senza esitazione la strada del cambiamento e dell’innovazione in chiave ecologica. È questo un segnale che vorremo che anche i governi d’Europa ascoltassero con molta attenzione per non essere travolti da questa ?ondata? inevitabile e restare rinchiusi in un ruolo di semplici spettatori del cambiamento».

(Fonte Wwf)