Vivisezione – Le richieste della Lav

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Le richieste della Lav per l’Italia comprendono proposte come il finanziamento della Legge 413/93 (Obiezione di coscienza alla sperimentazione animale) nella legge finanziaria e l’attuazione del «Piano per i metodi alternativi» proposto dall’Associazione per rendere operativo l’impegno del programma elettorale del Governo (Per il bene dell’Italia, pag. 153), che prevede la progressiva abolizione della sperimentazione animale: la Lav chiede due decreti di immediata attuazione per rendere obbligatorio l’impiego di metodi alternativi disponibili e per vietare la dissezione di animali nelle scuole primarie e secondarie, promuovendo il ricorso a esercitazioni che non facciano uso di animali.
Inoltre il Piano prevede: 1) l’istituzione di un organo interministeriale con il compito di rendere operativo il Piano di attuazione dei metodi alternativi, istituendo un registro ufficiale aggiornato dei metodi disponibili; 2) la creazione di una commissione di controllo sull’implementazione del Decreto Legislativo 116/92 costituita anche da esperti in materia di metodi alternativi; 3) la destinazione del 30% dei finanziamenti pubblici per la ricerca biomedica, alla riconversione di laboratori che usano animali, in laboratori che impiegano metodi sostitutivi; 4) l’istituzione di bandi, assegni di ricerca, la collaborazione con enti quali Farmindustria; 5) il patrocinio di progetti formativi e informativi per la diffusione della cultura dei metodi alternativi in scuole secondarie e università.

Le richieste della Lav per l’UE prevedono: impegni concreti per la diffusione dei metodi alternativi nell’ottica di una progressiva e completa sostituzione degli animali, attraverso finanziamenti e politiche adeguate; il bando dell’impiego di qualsiasi specie animale usata per scopi didattici, per esperimenti su sostanze d’abuso ed esperimenti bellici, per testare prodotti per la detergenza domestica, per esperimenti in xenotrapianti.

I metodi sperimentali che non fanno ricorso ad animali sono scientificamente validi, quindi efficaci e sicuri, rappresentano una realtà da finanziare e sviluppare e sono già impiegati in alcuni campi:
il 70% della ricerca biomedica è condotta con metodi non animali (fonte: Istituto Superiore di Sanità).
Non si usano più animali per i seguenti esperimenti: test di gravidanza, test per la verifica della contaminazione batterica di farmaci, produzione di anticorpi (usati in diagnosi e ricerca), molti casi di verifiche igienico-sanitarie su alimenti (estrogeni, tossine algali), alcuni test di tossicità su sostanze chimiche (assorbimento cutaneo, mutagenesi e genotossicità, fototossicità, embriotossicità), produzione di insulina, produzione di acido ialuronico (ingrediente in formulazioni cosmetiche e farmaceutiche) e altre sostanze, crash test di automobili.
Qualificate riviste scientifiche, come il British Medical Journal nel 2004 e Nature nel 2005, hanno dimostrato che la messa a punto di farmaci e terapie utili è possibile grazie agli studi clinici su volontari e non alla ricerca su animali.

«La sperimentazione animale è, ancora oggi ed erroneamente, considerata un male necessario: in realtà si basa sull’errore metodologico di poter estrapolare i risultati ottenuti dagli esperimenti su animali non umani agli umani, nonostante le rilevanti differenze biologiche di specie. Questo comporta, nel caso della sperimentazione dei farmaci che per legge richiede test su animali e poi test sull’uomo, che nel passaggio dagli uni agli altri, 4 molecole su 5


vengono cestinate a causa degli effetti avversi osservati sull’uomo e non rilevati sugli animali, con spreco di denaro e soprattutto di tempo utile per salvare i malati – dichiara Roberta Bartocci, responsabile nazionale Lav settore vivisezione -. La Direttiva UE 86/609, ormai ventenne, non è più attuale sotto molti aspetti, così come il nostro Decreto Legislativo 116/92, non tenendo conto dei cambiamenti scientifici e tecnologici degli ultimi anni, come la regolamentazione dell’impiego di animali geneticamente modificati, oggi utilizzati di routine e che nell’attuale formulazione non sono neppure presi in considerazione. I metodi sostitutivi all’uso di animali oggi applicati in alcuni campi, garantiscono efficacia e sicurezza: le istituzioni e gli organi di ricerca hanno il dovere di utilizzarli e di garantirne lo sviluppo».

(Fonte Lav, tel. 06.4461325 – 339.1742586 www.lav.it e-mail: ufficiostampa@infolav.org)