Da Green Cross premio ex aequo per due documentari

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E «The End of the Line», che racconta la drammatica vicenda, analizzata dall’omonimo libro di Charles Clover, dei devastanti effetti che la pesca intensiva provoca sull’ecosistema dei mari e degli oceani

Educare i giovani al rispetto ambientale, alla conoscenza delle risorse naturali, alla loro corretta gestione e utilizzo. Con questi obiettivi Green Cross, organizzazione ambientalista fondata da Gorbaciov, continua a promuovere attività e progetti di educazione ambientale, manifestazioni come il Festival «CinemAmbiente» di Torino che, grazie al linguaggio dinamico e attento, proprio di cortometraggi e documentari, possono facilitare e diffondere la consapevolezza sui temi legati all’ambiente.

Tra le dodici proiezioni estere, candidate quest’anno alla Menzione speciale Green Cross Italia, la giuria dell’organizzazione premia ex aequo due documentari, molto diversi fra loro per linguaggio visivo, realizzazione e soggetto ma che meglio rappresentano, secondo i giurati, la sfida dei governi delle diverse parti del mondo per la sostenibilità sociale e ambientale.

Protagonisti del primo documentario premiato, dal titolo «Cities on speed – Bogota Change», due ex sindaci di Bogotà che sono stati capaci di trasformare la città da uno dei luoghi più pericolosi del mondo a uno dei più vivibili.

«Una storia vera – ci dicono i giurati – che con brio e umorismo racconta un altro mondo possibile, grazie all’intelligenza e alla sana follia di due uomini che hanno deciso di non arrendersi al conformismo e di innovare la politica con la competenza e il metodo. Se, infatti, localmente tutte le grandi metropoli fossero governate nella direzione indicata da Antanas Mockus ed Enrique Peñalosa potremmo finalmente parlare di una società eco-sostenibile e dimostrare che “un altro mondo è possibile”».

L’altra menzione va a «The End of the Line», ovvero la fine della linea, il punto di non ritorno. Un titolo che parla chiaro, così come le immagini che raccontano la drammatica vicenda, analizzata dall’omonimo libro di Charles Clover, dei devastanti effetti che la pesca intensiva provoca sull’ecosistema dei mari e degli oceani.

«Il documentario – riferisce la giuria – riesce a contrapporre la bellezza delle immagini della biodiversità marina, solitamente viste in contesti assai più compiacenti, alla gravità del problema dell’esaurimento del pescato. Un problema che diviene emblema della crisi ecologica del Pianeta, rappresentando sullo schermo lo scontro globale fra la natura, che ha regole inamovibili, e la cattiva politica, che ubbidisce a quelle dell’interesse particolare».

L’edizione 2010 annovera in giuria le presenze del produttore cinematografico e regista, Claudio Bonivento, della conduttrice televisiva Tessa Gelisio, dei giornalisti Federica Cellini, Marco Gisotti e Antonella Tagliabue, dei documentaristi Maurizio Paffetti e Gianfranco Pannone. Personaggi impegnati in prima persona per l’ambiente che hanno voluto offrire la loro professionalità a sostegno dell’iniziativa.

(Fonte Green Cross Italia)