Previsione dei terremoti: un algoritmo ci avviserà…

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…ma i dati Ingv devono essere disponibili

Nel dibattito aperto da «Villaggio Globale» sulla polemica della previsione dei terremoti e dell’accessibilità per tutti dei dati storici delle scosse sismiche, interviene la dott.ssa Antonella Peresan, ricercatrice presso il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Trieste e collaboratrice alle attività di ricerca del Sand Group del Centro di Fisica Teorica, Ictp, di Trieste. Da diversi anni collabora con il prof. Panza per quanto riguarda gli studi finalizzati alla previsione dei terremoti ed alla stima della pericolosità sismica.

La precisione con la quale si può prevedere la localizzazione spazio-temporale di un forte terremoto è tuttora un problema aperto; la capacità predittiva del metodo considerato, tuttavia, deve dimostrarsi superiore a quella ottenibile dichiarando gli allarmi in modo casuale o sulla base di caratteristiche della sismicità indipendenti dal tempo.

Solo pochi metodi formalmente definiti, basati sull’analisi simultanea di alcuni precursori sismici, consentono attualmente un monitoraggio sistematico ed in tempo reale della sismicità, nonché una verifica su vasta scala della loro capacità predittiva. Tra questi, vi sono gli algoritmi CN ed M8, che utilizzano, come dato essenziale, l’informazione contenuta nei cataloghi dei terremoti ed individuano le variazioni dell’attività sismica che possono essere considerate precursori di un forte terremoto, ossia di un evento con magnitudo al di sopra di una soglia prefissata.

L’esperimento di previsione a medio-termine spazio-temporale degli eventi sismici che possono interessare il territorio italiano, effettuato mediante gli algoritmi CN ed M8S, ha già al suo attivo sette anni di sperimentazione in tempo reale e dunque si pone all’avanguardia rispetto a progetti solo recentemente intrapresi o tuttora in fase di definizione per la validazione delle metodologie di previsione dei terremoti, quali il Collaboratory for the Study of Earthquake Predictability (Csep).

La sperimentazione di vari metodi di previsione in ambito Csep è stata recentemente avviata anche in Italia (Csep Testing Region Italy, Csep-Tri). Tale sperimentazione è condizionata dai problemi connessi ai dati di input, ossia i cataloghi di terremoti compilati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che vengono imposti per l’analisi della sismicità.

Se l’accesso in tempo reale ai dati compilati dall’Ingv venisse precluso o limitato, i dati utilizzati per valutare la validità statistica dei modelli di previsione non sarebbero più disponibili per analisi e verifiche indipendenti ed anche la sperimentazione Csep-Tri perderebbe ogni significato.