Paul Watson arrestato con false accuse

    310

    Un marinaio che lotta affinché il mare possa continuare a vivere. Grazie a Sea Shepherd sia la pesca agli squali sia la caccia alle balene non avvengono più lontane dagli occhi dell’opinione pubblica

    Il 12 maggio, il Capitano Paul Watson, della Sea Shepherd Conservation Society, è stato arrestato in Germania a causa di un mandato d’arresto internazionale del Costa Rica emesso nel 2002. Un mandato d’arresto a dir poco discutibile, basato su accuse false da parte di bracconieri, che pescavano illegalmente squali e razze. Paul Watson, fondatore del gruppo ambientalista che da anni svolge battaglie in difesa del mare e degli esseri che lo popolano è ora detenuto in Germania. La conferma arriva dal gruppo ambientalista in Australia. Il capitano, canadese di 59 anni, ex-militante e, successivamente, contestatore di Geeenpeace era famoso per le sue azioni contro la caccia alle balene in Antartide.

    È stato arrestato a Francoforte dopo la richiesta di estradizione avanzata dalle autorità giudiziare della Costa Rica con l’accusa di «violazione del traffico marittimo».

    L’accusa si riferisce ad un confronto in alto mare nei pressi delle acque territoriali guatemalteche avvenuto nel 2002.

    Secondo Sea Sheperd, durante la registrazione del documentario «Sharkwaters», che documentava la pesca illegale agli squali per prelevarne le pinne, compiuta dalla barca costarichense Varadero, sarebbe avvenuto il reato contestato dai tribunali costaricani. L’associazione ecologista ha dichiarato nel comunicato stampa diffuso in questi giorni che «su ordine delle autorità guatemalteche, Sea Shepherd ordinò all’equipaggio del Varadero di cessare l’attività e di rientrare in porto per rispondere del reato. Ma quando scortavano il Varadero verso il porto, la situazione cambiò e fu inviata una cannoniera guatemalteca per tentare di intercettare gli uomini di Sea Shepherd». La versione dell’equipaggio del Varadero è però nettamente differente. I pescatori di frodo, che con le pinne tagliate illegalmente agli squali vanno a soddisfare l’assurda domanda cinese di ciò che la cucina orientale ritiene un afrodisiaco, hanno accusato gli ecologisti di aver minacciato la loro vita. La rimozione delle pinne agli squali è una pratica vietata da molte leggi nazionali ed internazionali ed una grave minaccia per le popolazioni di selaci di tutto il mondo. Il mercato alimentare cinese ne richiede ingenti quantità giornaliere che rivende a prezzi esorbitanti ai ricchi abitanti del Sol levante, con l’illusione di accrescere la propria virilità.

    La Sea Shepherd sostiene di avere un video che smentisce la versione dell’equipaggio della Varadero, compagnia più volte denunciata per pesca illegale. Infatti, l’Ong conferma che per evitare la cannoniera guatemalteca, la propria ammiraglia salpò alla volta del Costa Rica dove «scoprì altre attività illegali come l’utilizzo di tetri edifici industriali per far essiccare migliaia di pinne di squali».
    Watson al momento è assistito dagli europarlamentari Daniel Cohn Bendit e Jose Bovè, ma il pubblico ministero tedesco incaricato del caso ha preso qualche giorno fa la decisione di estradare il Capitano Watson in Costa Rica, dove Watson non avrebbe certamente un processo regolare, considerata la situazione politica del paese e il potere delle lobby della pesca. L’associazione dei «Pastori del Mare» vorrebbe proseguire a giugno la campagna nel Pacifico meridionale contro la strage di squali per ricavarne le pinne, da utilizzare nelle famose zuppe orientali.

    Il dato allarmante è che ogni anno oltre 120 milioni di squali e razze vengono uccisi per ragioni futili come il taglio della pinna dorsale, considerate tra le pratiche più atroci, perché costringe gli animali ad una morte lenta per dissanguamento. Privati di pinne ed incapaci di nuotare non hanno alcuna possibilità di raggiungere le acque profonde dove vivono solitamente.

    Secondo le ultime stime solo il 10 per cento delle popolazioni di squali presenti sino agli anni 80 sopravvive nei mari del mondo.

    Grazie a Sea Shepherd sia la pesca agli squali sia la caccia alle balene (che quest’anno si è ridotta ad un terzo rispetto agli scorsi anni grazie all’opposizione alle baleniere delle flotte dell’associazione) non avvengono più lontane dagli occhi dell’opinione pubblica.

    Il capitano Paul Watson è un’anima gentile dentro un corpo da marinaio. Un marinaio che lotta affinché il mare possa continuare a vivere. In una sua recente lettera scriveva con rammarico: «avrebbe potuto dimostrare al mondo che le organizzazioni ambientaliste possono appianare le divergenze e lavorare insieme per raggiungere un obbiettivo comune. Voglio dire che se uno dei tuoi obbiettivi è promuovere la pace, è sempre buona pratica iniziare da casa».

    Forse è arrivato il momento di far sentire a gente coraggiosa che l’opinione pubblica, i semplici cittadini invece che le blasonate associazioni ambientaliste, sono vicini alle loro eroiche azioni in difesa di chi non ha voce. Per chiedere a gran voce la sua liberazione si può scrivere a Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, Federal Minister of Justice (Ministra Federale della Giustizia): sabine.leutheusser-schnarrenberger@bundestag.de

    È solo una e-mail, ma può cambiare la sorte degli oceani del pianeta e ridare speranza a chi lotta per il bene della Terra.

    (Info: http://www.seashepherd.it/)