Il Mediterraneo che cambia e «brucia»

298

Un mare chiuso e dagli equilibri fragili sempre più in pericolo: è il Mediterraneo descritto dal docufilm «Mediterraneo Bollente» realizzato da Eugenio Manghi. La prima proiezione in Puglia allo Showille di Bari il 31 maggio

Tre anni di lavoro, dieci Paesi mediterranei, due troupe, otto operatori subacquei, la nave oceanografica del Consiglio nazionale delle ricerche, due piccoli sottomarini filoguidati e una stretta collaborazione con i massimi esperti e ricercatori mondiali.

Tutto questo, per completare le riprese che hanno permesso a Eugenio Manghi, regista e produttore di «Mediterraneo Bollente», di realizzare questo film-documentario sui grandi e profondi cambiamenti del Mare Nostrum: l’innalzamento della temperatura; il cambiamento delle correnti; l’invasione di oltre 600 specie aliene provenienti dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez; la formazione di uragani, una volta sconosciuti nel Mediterraneo e oggi sempre più frequenti; lo spostamento dei grandi mammiferi marini, come il capodoglio e la balenottera; l’acidificazione del mare, con conseguenze importanti per la sopravvivenza di molluschi e coralli; la pesca eccessiva, che crea spazi per le popolazioni sempre più numerose di meduse. Ma anche le buone notizie, come il ritorno inaspettato della foca monaca.

Tutti questi cambiamenti hanno inevitabili ripercussioni sulle società umane: l’industria della pesca è al collasso; i pescatori hanno meno pesce nelle proprie reti e sono obbligati a riciclarsi in altri lavori, mentre l’acquacoltura sostenibile è ancora un miraggio; e che fine faranno gli allevatori di vongole e molluschi? E le culture tradizionali? Il documentario è stato realizzato grazie al supporto di Fondazione Cima, Cnr-Ismar, Enea, Istituto Tethys e con le Università del Salento, di Pavia, di Istanbul, dell’Istituto Oceanografico di Tel Aviv, e ha avuto il patrocinio di Federparchi e della Città di Venezia, dove sono state effettuate riprese di grande fascino, ma con la preoccupazione per il futuro della città lagunare.

Buona parte del film è stata girata anche in Puglia: a Bari, Polignano a Mare, lungo la costa salentina, a Otranto, Brindisi, Margherita di Savoia e sulla costa meridionale del Gargano.

«Mediterraneo Bollente» è l’unico documentario a livello mondiale che ha affrontato i cambiamenti del Mediterraneo, già in parte riportati dalla carta stampata e dai telegiornali.

> IL TRAILER DEL FILM

(Fonte Ufficio Stampa)