Sacchetti, che fine ha fatto il decreto?

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Fatta la legge, mancano le multe. Le sanzioni per chi commercia sacchetti non conformi alla legge ci sono, ma i trasgressori cominceranno ad essere multati solo 60 giorni dopo l’approvazione del famoso decreto interministeriale, che doveva essere adottato entro il 31 dicembre 2012. Che fine ha fatto? L’abbiamo chiesto al senatore Francesco Ferrante

I sacchetti di plastica sono già fuori legge, è vero; ma rispettare una legge in assenza di multe non è esattamente il nostro sport nazionale, e infatti i sacchi non conformi – spariti dalla grande distribuzione – continuano a popolare indisturbati mercati e negozi in ogni città. Le sanzioni ci sono, ma i trasgressori cominceranno ad essere multati solo 60 giorni dopo l’approvazione del famoso decreto ministeriale, quello che avrebbe dovuto essere adottato entro il 31 dicembre 2012.

Ma che fine ha fatto il decreto? L’abbiamo chiesto al Senatore Francesco Ferrante, tra i maggiori sostenitori del bando. «Il decreto è già stato preparato dal ministero dell’Ambiente, ed è stato inviato al ministero dello Sviluppo Economico, perché dovrà essere firmato da entrambi i ministri. Mi auguro che venga emanato il prima possibile, siamo in attesa». Nel decreto verranno definite le tanto attese ulteriori specifiche tecniche che chiariranno una volta per tutte quali caratteristiche dovranno avere i sacchetti commercializzabili».

Ricapitoliamo brevemente: la Legge 28/2012 prevede che per poter essere commercializzati i sacchi in plastica non compostabile debbano rispondere a requisiti di forma e spessore molto precisi: quelli a maniglia esterna dovranno avere spessore superiore a 200 micron se destinati al trasporto alimenti e 100 micron se destinati ad altri usi; quelli a maniglia interna invece dovranno superare i 100 micron se destinati all’uso alimentare e 60 micron per gli altri usi.

Restano fuori i sacchetti prodotti con additivi, che sono biodegradabili ma non compostabili per la Uni En 13432, ed ecco perché le associazioni che li rappresentano ripongono tante speranze nel decreto interministeriale, che potrebbe aprire anche a oxobiodegradabili e compagni. Uno scenario inverosimile però, secondo Ferrante: «Escludo questa possibilità. Il decreto non stravolge la legge ma la rafforza nella direzione che abbiamo sempre sostenuto noi: nessun passo indietro sul compostabile».

In rete negli ultimi giorni si è parlato molto della possibile esclusione dalle candidature dei parlamentari ambientalisti uscenti – su tutti, Della Seta, Ferrante e Realacci – esclusione che per i firmatari dell’appello al segretario Bersani metterebbe a rischio la prosecuzione di molte battaglie ambientaliste in Parlamento. L’attuazione definitiva del bando dei sacchetti è una di queste? «Beh, diciamo che questo è proprio uno di quei casi in cui la presenza di una rappresentanza ambientalista attiva in parlamento è stata decisiva, anche perché purtroppo l’opposizione alla legge è stata trasversale a tutti gli schieramenti politici. Sarebbe stato molto difficile ottenere questi risultati senza l’impegno dei parlamentari che sostengono la Green Economy. Arrivati a questo punto però, sono sicuro che si arriverà molto presto alla conclusione. I ministri Clini e Passera si sono impegnati personalmente e non temo brutte sorprese».