L’Enpa chiede un atto di coraggio

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Un atto di coraggio. È quanto chiede l’Ente nazionale protezione animali al nuovo Parlamento, affinché segua l’esempio di altri Paesi europei, tra cui Grecia e Austria, che hanno detto no allo sfruttamento degli animali nei circhi.

Un elenco – quello degli Stati virtuosi – che si amplia sempre di più con il passare del tempo e che ha visto la new entry dell’Inghilterra con lo stop allo sfruttamento degli animali selvatici nei circhi, che entrerà in vigore a partire dal 2015. «Questi Governi – spiega l’Enpa – stanno raccogliendo un sentire molto diffuso a livello di opinione pubblica europea, sempre più attenta alla tutela degli animali e della biodiversità».
«Naturalmente – prosegue la Protezione Animali – il nostro Paese non fa eccezione, come dimostrano sia le ordinanze restrittive all’attendamento dei circhi emanate da alcuni Sindaci sia il crescente successo di pubblico riscosso dai circhi senza animali. Un plauso particolare va a Lecce dove il consiglio comunale si è espresso contro i circhi con animali». Ma si tratta di provvedimenti che, da soli, non bastano. Infatti secondo l’Enpa, occorre un intervento a livello nazionale che fissi principi comuni per le nostre differenti realtà territoriali.
«L’Enpa ha proposto misure restrittive relative all’uso di specie selvatiche ed esotiche – aggiunge la Protezione Animali – anche per il rispetto delle normative vigenti sulla tutela dell’incolumità e della salute pubblica, per arrivare infine al bando di tutti gli animali nei circhi. I fondi previsti per il sostegno all’attività circense dovrebbero essere destinati unicamente a quelle insegne circensi che hanno scelto di non sfruttare altri esseri senzienti».