Montecristo lentamente verso il riequilibrio naturale

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Iniziativa dell’Università della Tuscia e di Accademia Kronos per verificare lo stato di salute e debellare il supersviluppo di topi e capre portati dell’uomo anni fa e che avevano alterato gli equilibri biologici

Si è conclusa ieri presso l’Isola di Montecristo la spedizione scientifica di Accademia Kronos e dell’università viterbese per accertare lo stato di salute dell’ecosistema Montecristo. Il tutto dopo un’operazione di riequilibrio biologico, finanziato dal progetto Life, durato due anni.
Tre anni fa ci si accorse che i ratti, trasportati involontariamente nel passato dai velieri che approdavano all’isola, avevano letteralmente colonizzato l’isola, aumentando di numero a dismisura al punto da distruggere tutti i nidi di uccelli marini e di terra, nonché lucertole e piccoli anfibi. Oltre a ciò l’eccessiva popolazione di capre, circa 800, stava per desertificare completamente tutta l’isola.
L’isola di Montecristo, nominata anni fa patrimonio dell’umanità, come riserva biogenetica è la più importante a livello europeo, da qui la necessità d’intervento radicale per riportare l’equilibrio biologico originale. In due anni di operazioni di derattizzazione e di limitazione del numero di capre, l’operazione oggi può definirsi conclusa: eliminati tutti i ratti dell’isola e riportato il numero delle capre ad appena cento unità. La fase successiva sarà quella di aiutare la vegetazione originaria a riprendere il proprio territorio e nel frattempo consentire agli uccelli marini e terrestri, rapaci compresi, di poter nuovamente nidificare nell’isola.
Il gruppo di studio di Accademia Kronos e dell’Università della Tuscia ha così preso atto della situazione, dichiarandosi soddisfatto dell’operazione di recupero di tutto l’ecosistema; operazione effettuata dai forestali e dai tecnici della riserva naturale dell’Arcipelago Toscano. Ogni due anni questo gruppo di studio viterbese tornerà per valutare i progressi dell’operazione «Salva Isola».