Accordo italo-francese per studiare gli oceani

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    onde mare

    Dal 2006, inoltre, i due istituti sono impegnati per conto dei loro rispettivi Paesi nella grande infrastruttura di ricerca europea, Emso, fortemente voluta dalla Commissione europea e costituita da una rete di osservatori di fondo mare per l’acquisizione di dati utili allo studio dei processi geologici, geochimici, geofisici e oceanografici ambientali che influenzano intensamente la vita del Pianeta

    Si è svolto oggi, presso il Palazzo Marigny a Parigi, il Summit Francia-Italia 2015. Due i temi chiave dell’incontro: l’ambiente e il cambiamento climatico. In questo contesto l’oceano ha un ruolo chiave per la comprensione del cambiamento del clima, per l’osservazione degli ecosistemi e la salvaguardia della biodiversità, per l’esplorazione e lo sfruttamento sostenibile delle risorse e delle materie prime delle profondità oceaniche e per la valorizzazione dell’ambiente costiero.
    Ed è proprio nell’ambito della ricerca marina che l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e l’Istituto francese di ricerca per l’esplorazione sostenibile del mare (Ifremer), hanno colto l’occasione per sottoscrivere un accordo bilaterale di cooperazione scientifica per lo sviluppo e la valorizzazione di osservatori multidisciplinari sottomarini, un settore in cui collaborano ormai da più di venti anni, alla presenza del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, e del ministro francese per l’Istruzione Superiore e la Ricerca, Genevieve Fioraso.
    Dal 2006, inoltre, i due istituti sono impegnati per conto dei loro rispettivi Paesi nella grande infrastruttura di ricerca europea, Emso (European Multidisciplinary Seafloor and water-column Observatory), fortemente voluta dalla Commissione europea e costituita da una rete di osservatori di fondo mare per l’acquisizione di dati utili allo studio dei processi geologici, geochimici, geofisici e oceanografici ambientali che influenzano intensamente la vita del Pianeta.
    «La collaborazione tra Ifremer e Ingv ha contribuito in modo decisivo all’affermazione di Emso – afferma il dirigente di ricerca dell’Ingv e coordinatore del programma Emso, Paolo Favali -. Negli anni a venire, gli sforzi comuni si concentreranno sulla gestione e la piena messa a disposizione dei dati a vantaggio della comunità scientifica internazionale».
    «Ifremer e Ingv hanno messo a frutto la loro collaborazione anche promuovendo lo scambio di ricercatori tra le due istituzioni – aggiunge Laura Beranzoli, dirigente tecnologo e coordinatore scientifico di EMSO per l’Ingv -. Si è così contribuito all’arricchimento delle conoscenze e buone pratiche dei gruppi di ricerca e favorito nuove opportunità di collaborazione scientifica».
    Le due istituzioni sono anche partner nel progetto europeo MARsite (2013-2015) coordinato dalla Turchia (KOERI) per lo studio di una zona di comune interesse, il Mar di Marmara. Dal 2009, osservatori sottomarini francesi e italiani forniscono informazioni preziose sulle attività del segmento sommerso della Faglia Nord-Anatolica, con particolare attenzione alle possibili relazioni tra sismicità ed emissione dei fluidi.
    «Ifremer e Ingv sono grandi istituti nazionali che nell’ambito delle scienze e delle tecnologie marine hanno conoscenze e competenze complementari e costituiscono da lungo tempo un esempio di eccellenza nella collaborazione scientifica fra Italia e Francia – sottolinea il Presidente dell’Ingv, Stefano Gresta -. Entrambi i Paesi hanno una lunga e consolidata tradizione di ricerche d’avanguardia nel campo della geologia, geofisica e oceanografia e questo accordo ne è una ulteriore conferma. Mi auguro, inoltre – conclude il Presidente dell’Ingv – che i giovani ricercatori possano trarre vantaggio da questa fertile collaborazione attraverso progetti e programmi di ricerca comuni».