Taylor, ecologista senza clamore

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Ci ha lasciato il creatore degli originali personaggi che cambiavano forma per aiutare tutti. I suoi personaggi hanno segnato diverse generazioni: i Barbapapà con le loro avventure hanno attraversato l’infanzia degli ex ragazzi ora quarantenni e dei loro figli, educandoli al rispetto della natura, degli animali e dell’ambiente quando quasi nessuno ancora si occupava di questi temi

Una specie di blob rosa capace di cambiar forma, al suo fianco una figura quasi speculare ma nera, Barbapapà e Barbamamma e tutti i loro sette «barbafigli» piangono la morte del loro creatore Talus Taylor professore di matematica e scienze americano ma di fatto francese per aver sempre vissuto a Parigi. Un uomo schivo e silenzioso il prof. Taylor aveva 82 anni, la sua morte è avvenuta il 19 febbraio scorso ma se ne è avuta notizia solo oggi. E per quanto il suo nome fosse poco noto, i suoi personaggi hanno segnato diverse generazioni: i Barbapapà con le loro avventure hanno attraversato l’infanzia degli ex ragazzi ora quarantenni e dei loro figli, educandoli al rispetto della natura, degli animali e dell’ambiente quando quasi nessuno ancora si occupava di questi temi.
Barbapapà, che prende il nome dal termine francese che indica lo zucchero filato (barbe à papa), era stato inventato nel 1970 da Taylor e dalla moglie Annette Tyson, e aveva subito conosciuto un grande successo, in Francia e in Europa. Oggi, i 10 volumetti delle sue storie hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo, e sono stati tradotti in più di 30 lingue, così come la loro versione in cartone animato, creata a metà degli anni Settanta. Un successo planetario che più di tante lezioni ha spiegato con semplicità ai più piccoli e più grandi come rispettare l’ambiente fa vivere tutti felici. «Resta di stucco è un barbatrucco» avrebbe detto Barbapapà salutando il suo creatore.