Una faccenda delicata. La televisione oltre la fiction

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Osservando l’ambientazione e valorizzando il successo di ascolti si possono promuovere utili messaggi in tema di tutela del paesaggio. La casa di Salvo Montalbano, costruita sull’arenile dell’immaginaria Marinella a pochi metri dalla linea di costa, rappresentata in sé un’opera in evidente violazione alle norme di tutela ambientale e paesaggistica. Ci piacerebbe pensare che anche la televisione ben fatta, che permea i nostri sentimenti, i nostri desideri e i nostri umori, possa servire a far comprendere come il territorio rispettato, i paesaggi preservati sono il bene collettivo fruibile da tutti

L’episodio «Una faccenda delicata» del Commissario Montalbano andato in onda lo scorso 29 febbraio su Raiuno, che ha avviato la decima edizione della serie televisiva italiana prodotta dal 1999, ha avuto ascolti da record con oltre dieci milioni di spettatori e share del 39%. La serie televisiva, i cui singoli episodi sono strutturati come film, è tratta dai romanzi di Andrea Camilleri e racconta le vicende di Salvo Montalbano, commissario di polizia di una immaginaria cittadina costiera dell’Italia meridionale. Il successo di pubblico dell’ultimo episodio conferma il successo della stagione precedente, andata in onda nel 2013, che ha accumulo record di ascolti, confermando l’apprezzamento del pubblico televisivo alle trame costruite sul commissario, alla sceneggiatura, alla regia e ai personaggi ben interpretati dagli attori.
Osservando l’ambientazione e valorizzando il successo di ascolti si possono promuovere utili messaggi in tema di tutela del paesaggio. La casa di Salvo Montalbano, costruita sull’arenile dell’immaginaria Marinella a pochi metri dalla linea di costa, rappresentata in sé un’opera in evidente violazione alle norme di tutela ambientale e paesaggistica. La stessa in una futura punta potrebbe essere oggetto di demolizione, sulla quale costruire un intrigante giallo, in modo da rappresentare al vasto pubblico, raccogliendo e ottimizzando il successo della serie televisiva, un buon esempio di educazione civica e rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Tale azione potrebbe essere realistica e fortemente educativa in un Paese dove la crisi del settore dell’edilizia protratta per anni, ha visto crescere l’indice degli abusi edili.
È evidente che le nuotate del Commissario Montalbano saranno meno frequenti e le colazioni consumate con i suoi ospiti sul terrazzino, a pochi metri dal mare, non saranno più le stesse. Ci piacerebbe pensare che anche la televisione ben fatta, che permea i nostri sentimenti, i nostri desideri e i nostri umori, possa servire a far comprendere come il territorio rispettato, i paesaggi preservati sono il bene collettivo fruibile da tutti. Ci piacerebbe pensare che l’esempio dei personaggi televisivi molto amati dal pubblico, nella vita privata e nella vita recitata, possa rafforzare in noi il desiderio di legalità e concretizzare la restituzione alla collettività di quel patrimonio ambientale e paesaggistico frettolosamente consumato in molte parti del Bel Paese.

 

Antonello Fiore