L’uso dei profumi nelle religioni magiche

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Rituali e credenze che hanno caratterizzato le epoche passate sono oggi ancora presenti. Si pensi ad esempio alla «magia dei profumi». Diverse, infatti, sono state le culture che sin dalla preistoria hanno attribuito all’uso dei profumi una funzione rituale. L’uso dell’incenso ne costituisce un esempio tipico. È utilizzato ritualmente, infatti, per il suo profumo odoroso che non fa sentire i cattivi odori di una moltitudine di persone ristretta in luogo chiusi (templi, chiese, ecc.), sia come offerta sacra (nei riti della Roma Antica, come nelle tradizioni giudaico cristiane), per protezione magica, sia infine per purificazione e santificazione (buddhismo, cristianesimo). Gli Umeda nella Nuova Guinea attribuiscono tuttora ai profumi un significato e una funzione magica che promuove una condizione propizia per la caccia. Per attirare i maiali selvatici i cacciatori portano con sé un minuscolo sacchetto di essenze profumate. Il nome del sacchetto «Oktesap» significa «magia che uccide i maiali». Secondo gli Umeda, il processo olfattivo è così strettamente connesso al sogno, che i due processi possono essere considerati come due aspetti di un’unica esperienza: come il sogno ha una funzione vaticinatoria, così il profumo anticipa e fonda l’evento desiderato. In tal senso il profumo risulta avere una doppia efficacia: attrae la selvaggina e provoca un sogno augurale (5).

Proprietà magiche di piante e fiori, seppure con modalità differenti, sono ancora presenti ed esaltante trait d’union tra il passato e il presente. Nella moderna civiltà occidentale i profumi assumono una dimensione sociologica e comunicativa. Caratterizzano individui di sesso diverso, di differente strato e ceto sociale. «L’industria cosmetica cercando di sopprimere gli odori biologici esalta il potere simbolico, purificatorio e vivificante dei profumi floreali» (5).
L’utilizzo di tali sostanze lo ritroviamo in nuovi movimenti spirituali come la New Age, alla ricerca, in occidente, di antichi (o pseudo tali) culti celtici o primitivi. Tale «riscoperta» sembra essere accompagnata tuttavia dalla diffusione di «vecchie» e «nuove» droghe allucinogene provenienti dai Paesi del terzo e del quarto mondo.

– L’influenza delle sostanze sui seguaci di una «religione magica»