La fibra che uccide ancora…

206

Nonostante l’amianto sia stato bandito da decenni ad oggi provoca ancora circa 100.000 decessi l’anno in tutto il pianeta. Incontri dibattito e film documentari. L’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Piemonte ha partecipato al ricordo inaugurando, a Casale Monferrato, un «Tour delle buone pratiche Città Amianto Zero», tour che proseguirà in Friuli Venezia Giulia

Si celebra oggi la «Giornata mondiale delle vittime dell’amianto e per la salute e la sicurezza sul lavoro».
In occasione di questa giornata le associazioni Onlus Associazione italiana esposti amianto (Aiea) e Medicina democratica, tramite lo Sportello amianto nazionale e con il patrocinio del Coordinamento nazionale amianto (Cna), hanno lanciato la campagna di sensibilizzazione sui temi della salute e della sicurezza invitando al «Cinema» il mondo delle scuole, dell’associazionismo, della politica, delle istituzioni e dell’attivismo dal basso per dedicare una giornata di riflessione volta a riflettere sulla fragilità del nostro pianeta e sull’importanza della tutela della vita, della salute e dell’ambiente.
Un progetto #tuttiuniticontrolamianto che consiste nell’organizzazione di un’occasione di incontro, dibattito e confronto sui temi inerenti l’amianto, incontro preceduto dalla proiezione, e questo presso le scuole, gli istituti, i comuni, di due importanti Film documentario che affrontano i temi della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro:
Attenti al Treno (durata 45 minuti) di Maura Crudeli e Federico Alotto;
I Vajont (durata 73 minuti) di Lucia Vastano e Maura Crudeli.
Una campagna che ha ricevuto innumerevoli adesioni dal Nord al Sud dell’Italia, luoghi e persone che vogliono ricordare le vittime dell’amianto e sensibilizzare cittadini e studenti sul tema della salute e della sicurezza sul lavoro (dettagli sulla pagina Facebook).
Un problema quello dell’amianto o asbesto (minerale, silicato con struttura fibrosa) che ha radici profonde e che vede il suo utilizzo fin da tempi remoti per le sue particolari caratteristiche di resistenza al fuoco e al calore. Un minerale che, presente naturalmente in molte parti del globo terrestre, può essere ottenuto facilmente dalla roccia madre dopo macinazione e arricchimento.
La presenza di manufatti in cemento-amianto, materiale compatto realizzato con una miscela di cemento e fibre di amianto avente elevata resistenza alla corrosione, alla temperatura e all’usura, non costituisce di per sé rischio per la salute dei cittadini o per la tutela ambientale, in quanto il rischio dipende dalla probabilità di una dispersione di fibre di amianto in aria o nel suolo, probabilità strettamente connessa alla perdita di compattezza del manufatto in cemento-amianto che si realizza per una lunga esposizione agli agenti atmosferici o per danneggiamento ad opera dell’uomo.
Un materiale che la normativa in vigore dal 1992, Legge 27 marzo 1992, n. 257 «Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto», ha vietato alla vendita e all’impiegato nelle costruzioni e questo perché l’amianto è costituito da fibre che hanno la caratteristica di dividersi longitudinalmente, mantenendo questo suo aspetto fino alla dimensione di alcuni centesimi di micron, elemento questo che risulta molto pericoloso se la fibra è inalata in quanto va a provocare malattie associate all’apparato respiratorio.
L’amianto è riconosciuto come un cancerogeno certo per l’essere umano.
Ma nonostante l’amianto sia stato bandito da decenni è necessario anche oggi diffondere un messaggio di educazione civica, di rispetto per la salute e la tutela del lavoro e dei lavoratori, in un giorno, il 28 aprile, designato al ricordo delle vittime dell’amianto, una fibra killer figlia del capitalismo e del profitto che ad oggi provoca ancora circa 100.000 decessi l’anno in tutto il pianeta.
E in occasione della Giornata mondiale delle vittime dell’amianto anche l’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) Piemonte ha partecipato al ricordo inaugurando, a Casale Monferrato, un «Tour delle buone pratiche Città Amianto Zero» #zeroamianto, tour che proseguirà in Friuli Venezia Giulia e che vede tra i promotori dell’iniziativa il Sistema nazionale per la protezione dell’Ambiente (Snpa) e l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci).
Un’occasione per inquadrare i temi della responsabilità civile e penale dei sindaci in tema di gestione della presenza di amianto sul territorio, delle buone pratiche in tema di gestione della presenza di amianto, della riproducibilità ed adattamento alle realtà locali.