Summit delle geoscienze a Vienna

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    Un unico incontro che copre tutte le discipline della Terra, delle scienze planetarie e spaziali. Cmcc in prima linea sul tema dei cambiamenti climatici


    Si sta svolgendo a Vienna in Austria l’European geosciences union (Egu) – Media at General Assembly 2018, assemblea che vede riuniti gli scienziati di tutto il mondo in un unico incontro che copre tutte le discipline della Terra, delle scienze planetarie e spaziali. Un evento che ha come obiettivo quello di fornire un forum in cui gli scienziati possano presentare i loro lavori e discutere le loro idee con esperti in tutti i campi delle geoscienze.

    Un’assemblea generale che, dopo l’incontro da record del 2017 con oltre 14.000 partecipanti e circa 17.400 presentazioni scientifiche, rappresenta il più grande incontro di geoscienze in Europa aperto a migliaia di geoscienziati provenienti da tutto il mondo.

    E per l’evento anche il Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc) è presente con sei sessioni scientifiche organizzate o co-organizzate.

    Si parte con la Sessione «The effects of climate and environmental changes on landslides» («Gli effetti dei cambiamenti climatici e ambientali sui fenomeni di dissesto da frana»), sessione che esamina come i cambiamenti climatici possano influenzare le condizioni meteorologiche che regolando l’innesco e la riattivazione dei movimenti di pendenza in cui anche la semplice identificazione di modelli meteorologici che regolano l’evento franoso rappresenta una questione non banale e questo a causa del ruolo cruciale svolto dai dettagli geomorfologici.

    Si prosegue con «Marine Pollution Assessment, Predictions and Risk Mapping» («Valutazione dell’inquinamento marino, previsioni e mappe di rischio»), sessione che analizza la modellizzazione oceanografica quale pratica ampiamente utilizzata per studiare i percorsi e il destino degli inquinanti marini come fuoruscite di petrolio, rifiuti di plastica, radionuclidi e altri contaminanti.

    La terza sessione è «Big data and machine learning in geosciences» («Big data e machine learning applicata alle geoscienze»), sessione che si propone di riunire i ricercatori che lavorano con set di dati generati da reti di monitoraggio, ampie campagne di osservazione e modellazione estremamente dettagliate in vari campi delle geoscienze.

    Si passa quindi a «Dynamical Extremes in Climate Sciences» («Eventi estremi e scienze del clima»), sessione che si propone di raggruppare le scienze atmosferiche tradizionali e gli approcci matematici/statistici allo studio degli eventi meteorologici estremi mirando ad evidenziare la natura complementare dei due punti di vista con l’obiettivo di ottenere una comprensione più profonda degli eventi estremi.

    Si passa poi alla sessione «Tropical Meteorology» («Meteorologia delle aree tropicali»), sessione aperta a contributi su tutti gli aspetti della meteorologia tropicale.

    Un evento che permette il confronto fra chi studia, a livello globale, la nostra Terra, i cambiamenti a cui questa è sottoposta, gli strumenti per poter prevedere e mitigare gli scenari futuri.

    E parlando del Cmcc si ricorda che il Centro ha lanciato la nuova piattaforma dedicata alle azioni bottom up concrete e innovative per rispondere alle sfide del cambiamento climatico e che, inoltre, domani la Fondazione e l’Università Ca’ Foscari Venezia inaugurano il Cmcc@Ca’ Foscari, il nuovo centro studi a Venezia dove innovazione, ricerca d’avanguardia e dimensione internazionale si coniugano a creare un polo d’eccellenza, ospitato presso il Vega Parco Scientifico Tecnologico di Venezia, che porta in Laguna una nuova realtà di rilievo, ai vertici della ricerca mondiale sui cambiamenti climatici.