IV giornata di studio sull’acustica ambientale

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Inquinamento Acustico

Gli studi dell’Arpa Toscana sugli asfalti fonoassorbenti

Si è svolta presso Palazzo Vecchio (salone dei Cinquecento) la IV Giornata di Studio sull’Acustica Ambientale. Quando parliamo di inquinamento siamo soliti fare riferimento alle immissioni di sostanze nocive nell’aria o nell’acqua e difficilmente pensiamo all’inquinamento acustico, quest’ultimo, però, è uno tra i fattori che maggiormente influiscono sulla qualità della vita degli individui.

La IV Giornata di Studio sull’Acustica Ambientale aveva come obiettivi di:

– presentare le politiche delle Regioni in materia di risanamento acustico;
– fare il punto sullo stato di attuazione dei Piani di Risanamento Acustico nelle diverse realtà aziendali, territoriali e infrastrutturali. La messa in pratica dei Piani, previsti dal sistema legislativo nazionale e dalle normative regionali, è conseguenza diretta della Classificazione Acustica del Territorio;
– proporre sperimentazioni per la mitigazione del rumore. Il problema dell’inquinamento acustico in ambito normativo è regolato dalla «Legge quadro sull’inquinamento acustico», (L. 447/95) che definisce le competenze dei vari Ministeri interessati al problema e regola i rapporti tra Autorità Centrali, Regioni ed Enti Locali.

La legge quadro rappresenta, inoltre, il fondamento giuridico delle successive norme di attuazione che fissano, tra l’altro:

– I limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti, abitativi ed esterni;
– le tecniche di rilevamento e di misura del rumore;
– limiti specifici per le infrastrutture di trasporto (strade e ferrovie);
– criteri per la predisposizione di piani di risanamento per le infrastrutture di trasporto;
– i requisiti acustici delle sorgenti sonore e i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti;
– i requisiti acustici delle emissioni sonore nei luoghi di intrattenimento e nei pubblici esercizi.

La Regione Toscana ha dato pienamente attuazione alla legge quadro, esprimendo un forte impegno in questo ambito che le ha permesso di conseguire importanti risultati.

In particolare la Regione ha, fra l’altro:

– Supportato l’attività di predisposizione dei piani di classificazione acustica dei comuni, che è ormai pressoché conclusa per quasi tutti i comuni;
– ha già approvato alcuni piani stralcio di risanamento acustico dei comuni;
– ha anticipato le scadenze di legge, sottoscrivendo negli anni passati vari accordi con gli enti gestori delle infrastrutture di trasporto per avviarne il risanamento acustico.

Come hanno sottolineato i partecipanti alla IV Giornata di studio il problema dell’inquinamento acustico, che va ad alterare la qualità della vita di tutti noi, deve essere sentito come urgente dalle istituzioni e dalle diverse associazioni, ma anche dai singoli cittadini. Anche Arpat ha partecipato all’incontro a Palazzo Vecchio; a rappresentare l’Arpat c’erano Gaetano Licitra, che ha illustrato il tema della Mappatura Acustica e dei Piani di Risanamento nell’attività dell’agenzia e David Casini, che si è preoccupato di presentare al pubblico la questione dell’utilizzo di superfici silenti per limitare l’inquinamento acustico nell’ambito urbano. In particolare Casini ha richiamato alcuni risultati di una sperimentazione condotta a Firenze da Arpat, ormai Agenti fisici alcuni anni fa, su delle superfici fonoassorbenti di nuova concezione, ossia costituite da due strati porosi con differente granulometria. Nelle conclusioni sono state in particolare sottolineate le migliori prestazioni rispetto a manti porosi mono strato utilizzati in ambito cittadino.

I risultati dello studio infatti permettono di dire che:

– L’eccessivo rumore derivante dal traffico può essere limitato da manti stradali adeguati;
– l’asfalto ad uno strato comporta una spesa minore dell’asfalto a due strati, ma ha una resa minore in termini d’impatto acustici;
– in alcuni piani stralcio di risanamento acustico dei comuni già approvati, è previsto l’utilizzo d’asfalti a singolo strato: in questi casi, al momento della progettazione civile delle opere, e in quelli a venire, sarebbe invece più opportuno l’utilizzi di manti drenanti – fonoassorbenti a doppio strato, di tipo analogo a quello steso nelle vie Lamarmora e La Pira, a Firenze;
– per quanto riguarda i doppio strato, tuttavia, la storia dei manti fiorentini ha mostrato che dopo circa cinque anni dalla posa in opera, si sono resi necessari pesanti interventi di manutenzione e rifacimento, con riasfaltatura tradizionale, anche manti a doppio strato richiederebbero interventi di mantenimento;
– tenuto conto del punto precedente, è importante che le amministrazioni, al momento di pianificare un intervento mediante asfalti fonoassorbenti, effettuino anche un’accorta previsione degli oneri economici connessi con le attività di manutenzione e rifacimento delle superfici stradali, al fine di garantire nel tempo la durata del risanamento acustico. Una tale valutazione potrebbe infatti far propendere verso altri tipi di intervento;
– è opportuno ottimizzare i costi dei manti a doppio strato intervenendo sulle voci acusticamente superflue, quali le canalette drenanti delle acque reflue; in sostituzione di tali elementi occorrerebbe pensare a soluzioni alternative, magari di minore arredo urbano, ma più semplici e soprattutto più economiche;
– la presenza dell’ «effetto suolo», ossia di un’attenuazione in eccesso che si ha tipicamente su superfici molto reattive, è stata riscontrata anche sui manti sperimentati a Firenze. Tale fenomeno evidenzia il fatto che la tecnologia dei manti porosi è particolarmente adatta all’ambito urbano, dove vi è un’ampia porzione di asfalto fra la sorgente ed il recettore. La presenza delle facciate, inoltre, può enfatizzare anche la capacità meramente fonoassorbente dei manti, nelle configurazioni urbanistiche dove le riflessioni sugli edifici tendano a confinare tutto il campo sonoro sopra il suolo asfaltato.

(Fonte Arpa Toscana)
(14 Aprile 2006)