Le polveri fini fanno male ai ginepri

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La vulnerabilità messa in evidenza per alcune gimnosperme potrebbe interessare anche le angiosperme, che sono in Italia più numerose, abbondanti e di maggiore interesse economico. Pur tuttavia non vi sono ricerche in proposito

È indubbio che il clima e l’atmosfera sono cambiati negli ultimi anni. Ne parlano tutti i mezzi di comunicazione di massa. L’aria è piena di polveri di varie dimensioni, che sono nocive anche per le piante, importantissime per la vita dell’uomo. Le piante più comuni, diffuse e di grandi dimensioni sono quelle con semi, e cioè una struttura il cui unico scopo è quello di dare origine a una nuova pianta. Questa vivrà possibilmente lontana (dispersione della specie = conquista del territorio) dai genitori e dai fratelli per evitare la competizione. Le piante con seme, dette tecnicamente spermatofite, sono di due tipi: le gimnosperme e le angiosperme. Le prime portano i semi «nudi» dentro coni contenenti un numero variabile di semi. Le angiosperme hanno il fiore che a maturità diviene il frutto che contiene i semi «protetti». Angiosperme e gimnosperme hanno entrambe il polline, veicolo dei gameti maschili, ma mentre nelle prime questo cade (impollinazione) sulla parte femminile del fiore (stigma, un «prolungamento» dell’ovario che contiene gli ovuli ovvero i futuri semi), nelle gimnosperme il polline «atterra» su di una goccia zuccherina (secreta dall’ovulo stesso) che è il veicolo del polline verso la parte interna dell’ovulo.
Dopo l’impollinazione la goccia si ritrae ed il polline viene portato all’interno dell’ovulo. La retrazione della goccia indica, infatti, la sua «reazione» nei confronti del polline (o di sostanze che in qualche modo gli somigliano). In natura può accadere che sulla goccia micropilare giungano pollini di differenti specie o polveri abiotiche (es. particolato atmosferico). L’Apat ha finanziato uno studio sull’efficienza riproduttiva del genere Juniperus con lo scopo di studiare quali sono gli effetti che queste particelle possono avere sul meccanismo di impollinazione delle Gimnosperme, in particolare di Juniperus oxycedrus subsp. oxycedrus.
Sono state condotte prove di impollinazione con polline vitale e non vitale della stessa specie, polline di altra specie e particelle inorganiche di varie dimensioni (gel di silice 10-15 µm, 40-63 µm e 63-200 µm). Una volta effettuata l’impollinazione il volume della goccia micropilare è stato misurato ad intervalli di tempo per verificare eventuali variazioni (ovvero la dinamica della ritrazione). Come controllo è stato monitorato il volume di gocce micropilari non impollinate. Dai risultati si deduce che il meccanismo di impollinazione in Juniperus oxycedrus è estremamente aspecifico, la retrazione della goccia avviene infatti anche quando su di essa giunge polline non vitale o particelle di adeguate dimensioni. Tale aspecificità rappresenta un punto di vulnerabilità nel meccanismo dell’impollinazione di questa specie soprattutto se le piante si trovano in prossimità di sorgenti antropiche di particolato aerodisperso (es. cave, industrie cementificie, inceneritori). Questa vulnerabilità potrebbe in parte spiegare la difficoltà di alcune specie importanti dal punto di vista ecologico, come i ginepri, nella loro espansione territoriale ma potrebbe fornire anche la chiave per affrontare tale problematica.
La vulnerabilità messa in evidenza per alcune gimnosperme potrebbe interessare anche le angiosperme, che sono in Italia più numerose, abbondanti e di maggiore interesse economico. Pur tuttavia non vi sono ricerche in proposito. La ricerca (disponibile su Intranet/ news/Documentazione2005) è stata curata da: ? Mugnaini S., M. Nepi ed E.Pacini (Dipartimento Scienze Ambientali G. Sarfatti, Università di Siena, Via Mattioli 4, 53100 Siena. ) ? B. Piotto (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e servizi Tecnici – Apat, Dipartimento Difesa della Natura, Via Curtatone 3, 00185 Roma).

(Fonte Arpat)
(30 Settembre 2005)