A Massa Carrara agricoltura Doc per un paesaggio Doc: parte la valorizzazione e il ripristino dell’area del Candia

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Nell’attesa che giungano finanziamenti per la conclusione dell’Atlante Storico del Paesaggio Agrario provinciale parte la prima esperienza italiana di Economia di Paesaggio: un protocollo d’intesa per migliorare produzione agricola e territorio di uno dei comprensori italiani più pregiati sotto il profilo paesaggistico

Come conoscere e rappresentare il paesaggio? E come «produrre» paesaggi di qualità riuscendo a fare coesistere su uno stesso territorio le ragioni dell’economia e dell’urbanistica con quelle della tutela?
Una possibile risposta giunge dagli studi e sperimentazioni avviati sul territorio di Massa Carrara e presentati in occasione del convegno nazionale «La tutela del paesaggio tra economia e storia» in corso a Pisa, promosso da Soprintendenza Bappsae, Associazione Arspat – Rimini e Coldiretti di Massa Carrara.
Per dare concretezza ad una valenza del paesaggio non più solamente estetica, ecologica e naturalistica ma anche culturale, storica e sociale è stata definita una ricerca finalizzata alla realizzazione di un vero e proprio Atlante Storico del Paesaggio Agrario della Provincia di Massa Carrara. L’iniziativa, attivata grazie ai finanziamenti legati al Gioco del Lotto, è condotta dalla Soprintendenza di Pisa d’intesa con Provincia di Massa Carrara, Regione Toscana, la Facoltà e i Dipartimenti di Agraria dell’Università di Pisa e la Coldiretti di Massa Carrara.
Un’esperienza pilota che, attraverso uno studio basato sulla lettura cronologica dei paesaggi, ha come obiettivo la messa a punto di uno strumento utile agli addetti ai lavori per affrontare in modo coerente il tema del paesaggio legato alla conoscenza, documentata scientificamente, dei sistemi storici di coltivazione tradizionalmente usati nel territorio della provincia di Massa Carrara.
Una provincia che al suo interno comprende una grande varietà di ambientazioni (costa, campagna, colline, montagne) collegati a specifiche e tradizionali produzioni locali che hanno nel tempo caratterizzato profondamente i paesaggi naturali. Un’azione di censimento, rilevazione grafica e fotografica sul territorio mirata non solo alle emergenze architettoniche (fattorie, case, mulini, frantoi, terrazzamenti ecc) ma anche alle opere di sistemazione terriera e idraulica (argini, muri di confine, opere infrastrutturali e di bonifica) in modo da creare anche una mappa paesaggistica delle quali esiste ancora traccia sul territorio. Il tutto riunito in un vero e proprio Atlante geografico dedicato al paesaggio e alle sue caratteristiche principali.
Per garantire all’Atlante del Paesaggio Agrario la massima fruibilità è inoltre allo studio un innovativo software chiamato Paesaggio 4D, ovvero il paesaggio in quattro dimensioni che a quelle abituali che tutti conosciamo aggiunge anche quella storica. Il software è stato ideato per consentire facilmente di «navigare» all’interno dell’Atlante, rappresentato in tre dimensioni così come si presenta nella realtà, ed ottenere tutte le informazioni delle banche dati immagazzinate ed utili per programmare gli interventi. Durante il simposio Mauro Bueti e Paolo Montagnini della società informativa Mbi hanno presentato alcuni esempi sperimentali dell’applicazione del software, nell’attesa che ulteriori finanziamenti consentano di completare la sua realizzazione e la nascita di un vero e proprio Atlante del Paesaggio Agrario virtuale.
Dall’indagine conoscitiva del paesaggio agli interventi per tutelarlo, valorizzarlo e svilupparlo anche in termini economici. Ovvero le cosiddette Economie di Paesaggio: attività economiche legate direttamente al territorio naturale che, affermando la multifunzionalità dell’agricoltura, siano in grado di produrre non solo prodotti tipici ma anche paesaggi di qualità. Durante il convegno di Pisa, Emanuele Bertocchi della Coldiretti di Massa Carrara ha presentato ufficialmente


il Progetto Candia. Il Protocollo, sottoscritto da Soprintendenza, Provincia di Massa Carrara, Comuni di Massa, Carrara e Montignoso e fortemente voluto da Coldiretti di Massa Carrara (rappresentata al simposio anche dal Presidente Vincenzo Tongiani convinta della funzione strategica assunta dall’impresa agricola a seguito della legge di orientamento che ne sancisce definitivamente la sua multifunzionalità) che prevede lo studio per il ripristino del contesto ambientale in una delle aree paesaggisticamente più interessanti della provincia. Si tratta della zona in cui viene prodotto il vino Doc Candia dei Colli Apuani: un meraviglioso bianco dai profumi e gli aromi che già stregarono il Pascoli aiutandolo forse a comporre le sue liriche.
L’area corrisponde ai versanti rivolti a mare nelle colline della fascia costiera della provincia di Massa Carrara proprio a ridosso delle Alpi Apuane, comprese a nord verso la Liguria tra la foce del Magra e le Cinque Terre e verso la Toscana dall’estremo lembo Ovest dell’Appennino Tosco Emiliano e la piana di Pisa e Livorno. L’area del Candia è l’unica, di tutta l’intera costa italiana, in cui è possibile godere direttamente e pienamente di un ambiente marino nella straordinaria cornice montana delle vette alpine e delle cave di marmo. Una serie di colline ripide, a quattro chilometri dal mare, su cui operano diverse decine di imprese agricole che annualmente producono in media 1500 ettolitri annui: una produzione di nicchia che si commercializza in tutto il mondo.
Alla bellezza dei luoghi naturali, oltre alle viti anche ulivi e macchia mediterranea, purtroppo non sempre corrisponde la qualità degli insediamenti residenziali e produttivi. Ci sono problemi legati all’edilizia abusiva di pessima qualità legata alle esigenze della produzione agricola, che ha portato alla nascita di numerose piccole e grandi costruzioni precarie realizzate con materiali scadenti. Uno degli obiettivi del progetto è proprio quello di individuare una tipologia di annesso agricolo Doc che possa inserirsi nel contesto paesaggistico, e per la realizzazione del quale possano essere attivati aiuti economici derivanti magari proprio dal «Gioco del Lotto».
A questo scopo è stata nominata una Commissione Tecnica composta da Amministrazione Provinciale di Massa Carrara; Comuni di Massa, Carrara, Montignoso; Camera di Commercio e Coldiretti di Massa Carrara. Obiettivo della Commissione è quello di redigere un’indagine analitica del comprensorio del Candia. Sulla base del quale stabilire non solamente adeguati strumenti di pianificazione d’area ma anche monitorare e governare la gestione dell’economia locale esistente in modo da poter garantire anche la qualità del paesaggio. Decisivo in quest’ottica il coinvolgimento delle Associazioni di categoria che valuteranno assieme alle aziende le modalità di coltivazione dei vigneti, che diventeranno in questo modo sia economicamente che paesaggisticamente sostenibili.
Duplice la valenza del progetto. Per gli enti pubblici territoriali è utile a quantificare e individuare il processo di abusivismo che grava sull’area. Oltre a definire gli interventi di pubblica utilità prioritari per abbattere gli impatti negativi (demolizioni, schermature a verde ecc.) e migliorare i servizi (infrastrutture, segnaletica, ripristino o realizzazione di aree attrezzate). Per i privati porterà, oltre ad un miglioramento della conduzione dei fondi


agricoli e della produzione del vino, anche un recupero dell’immagine tradizionale del paesaggio (restauro dei vigneti, sistemazione dei terrazzamenti, utilizzo di architetture tipiche, ecc.) e un generale miglioramento visivo del contesto (piantumazione di piante autoctone, restauri, realizzazione di nuovi servizi integrativi, eliminazione di elementi di disturbo ecc.).
Per il finanziamento degli interventi si guarda con estremo interesse anche all’Unione europea. In questo senso l’obiettivo è particolarmente lungimirante: chiedere all’Ue di concedere contributi e incentivi agli agricoltori non più in base alle quantità prodotte ma alla qualità del recupero di contesti naturali e agrari riferiti all’attività produttiva. Si guarda inoltre con interesse ai fondi destinati al recupero dei beni culturali, visto che anche le produzioni tipiche, in questo caso il Vino Doc dei Colli Apuani, può a tutti gli effetti essere considerato un bene culturale.
La Commissione Tecnica è attualmente al lavoro per l’analisi e lo studio del territorio, attraverso il modello della stratificazione paesaggistica, per individuare entro la fine del 2005 le priorità d’intervento sull’area del Candia.