Acqua controcorrente. Il viaggio di Ingegneria Senza Frontiere

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di Autori Vari, edizione Tsa

Pagine: 318 | Costo ?: 10.00

Nel recente Rapporto Unep presentato a Nairobi il Programma dell’Onu che si occupa di ambiente considera l’uso della risorsa acqua, una risorsa che è indisponibile per 880 milioni di persone dei paesi più poveri e che è scarsamente disponibile per altri 2,5 miliardi di persone.
La disponibilità di acqua e l’uso corretto delle risorse idriche rappresentano una priorità mondiale ed un presupposto fondamentale per eradicare la povertà, le malattie ed il sottosviluppo.
Questa ricchezza del Pianeta è decisamente minacciata ed è probabilmente la madre dei nostri guai.
È dall’acqua che è venuta la vita, è l’acqua che rende possibile la vita e noi stessi siamo composti per il 70 % di acqua.
Per questo è particolarmente stimolante il volume «Acqua controcorrente. Il viaggio di Ingegneria Senza Frontiere» edito da Tsa.
L’originalità di questo lavoro, che è un valore aggiunto, è dato dal fatto che gli «autori» appartengono ad Ingegneria senza frontiere. Cioè in un mondo che si sta scannando per qualche barile in più di petrolio, per lo spostamento di un confine, per far marciare più speditamente le proprie merci… insomma che bada al business, ci sono persone che impiegano la loro intelligenza e il loro lavoro per studiare e proporre soluzioni senza nulla in cambio com’è nello stile di altre associazioni «senza frontiere».
Il messaggio è chiaro: la Terra è nostra e tutti noi siamo relazionati gli uni con gli altri. Il danno di una parte del Pianeta inevitabilmente si ripercuoterà su tutti.
Gli Autori sono 36 e i loro interventi vanno dal Mali al Burkina Faso, dal Madagascar alla Palestina, dal Chad al Brasile.

Il lavoro, intelligentemente, è stato diviso in Partenza, Esperienze di viaggio e Ritorno. E fa un certo effetto, dopo la sgroppata in situazioni estreme per migliorare l’efficienza dell’irrigazione o dei pozzi, o i sistemi per potabilizzare l’acqua esistente o ancora la poca acqua a disposizione in alcune zone del Pianeta, leggere della commercializzazione dell’acqua, dell’uso abnorme delle acque minerali, della rinaturalizzazione dei fiumi… insomma i mali di una società ricca che ha sfruttato, fino all’inverosimile le risorse naturali come dimostrano i problemi della salinizzazione delle falde specialmente nel sud italiano.

Gli autori di questo volume sono G. Albertini, D. Amistadi, A. Biasion, C. Carbonai, M. Casagranda, S. Cipolla, N. Colonna, M. Conci, P. Cosoli, G. D’Alisa, G. De Feo, G. Di Martino, L. Fiorentino, M. Gardenti, G. Gazzillo, A. Iodice, G. Lofrano, R. Martino, G. Mastroianni, M. N. Papa, F.Paraggio, S. Pindozzi, F. Pomicino, O. Proietti, T. Pradella, M. Ragazzi, J. L. Reda, D. Riccio, L. Rizzo, G. Ruello, A. Sandri, V. Siniscalco, G. Sorgenti, G. Trentini, M. Trolese, P. Vezza.Isf Napoli e Isf Salerno, nate in ambito universitario rispettivamente nel 2004 e nel 2007, sono le organizzazioni locali di Ingegneria senza frontiere (Isf).
Isf si propone di elaborare, realizzare e diffondere pratiche e tecniche ingegneristiche in grado di favorire la piena realizzazione di tutti gli individui e comunità umane. L’azione di Isf consiste in progetti di formazione e di intervento. Essa promuove seminari e incontri con l’obiettivo di diffondere un modo diverso di progettare, in cui l’opera di ingegneria sia realmente rispettosa dell’ambiente, delle comunità umane, della salute di persone e animali. Tramite i progetti di cooperazione l’associazione cerca di mettere in pratica queste idee, come ha fatto e sta facendo in Madagascar, nel Congo e nel Burkina Faso. Isf, inoltre, agisce sul territorio locale, cercando di rimuovere le frontiere culturali e sociali tra diverse fasce di popolazione. Ne sono testimonianza le azioni nel settore dei rifiuti e nei campi Rom presenti sul territorio napoletano.