Arabia Saudita e Opec, ecco le posizioni espresse

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La disputa riguarda l’attuazione dell’articolo 4, paragrafi 8 e 9 della Convenzione Unfccc e nasce dal fatto che il fondo dovrebbe servire per risolvere i problemi di vulnerabilità ambientale e territoriale ai cambiamenti climatici, mentre Arabia e Paesi Opec desiderano utilizzare il fondo come fondo per il «risarcimento» dei danni economici derivanti dai mancati guadagni causati dalle minori vendite di petrolio e di combustibili fossili che l’attuazione del Protocollo di Kyoto comporterebbe.
La questione si trascina, ormai, da molto tempo e la maggioranza delle delegazioni non è disponibile ad accettare il principio del «risarcimento dei danni» ai Paesi produttori di petrolio perché l’attuazione del Protocollo di Kyoto li renderebbe economicamente vulnerabili. E’, invece, favorevole ad aiutare i Paesi più poveri, quali gli Stati delle piccole isole del Pacifico, i Paesi afflitti dalla desertificazione e dalla povertà, ecc, per la loro vulnerabilità ambientale e socio economica ai cambiamenti del clima. In altre parole, sì per quanto riguarda la vulnerabilità ai cambiamenti del clima, no per quanto riguarda la vulnerabilità al Protocollo di Kyoto.
La situazione era e rimane in stallo, anzi si aggrava per i Paesi più poveri, dove sono in aumento i danni ambientali, umani e socioeconomici dei fenomeni climatici estremi e dove, per gli atolli del pacifico, le coste e le barriere coralline sono a rischio per aumento sia del livello del mare sia della temperatura delle acque oceaniche.
D’altra parte Arabia Saudita e Paesi Opec non hanno tutti i torti, perché il problema degli impatti e della vulnerabilità sta tutto nel paragrafo 8 dell’art. 4. Non solo, ma tutto dipende dall’interpretazione che si vuole dare al punto h) di tale paragrafo 8, che si riporta qui testualmente, insieme al paragrafo 9 ad esso complementare.

Nell’articolo 4.8 e 4.9 si dice testualmente:

8. In the implementation of the commitments, the Parties shall give full consideration to what actions are necessary under the Convention, including actions related to funding, insurance and the transfer of technology, to meet the specific needs and concerns of developing country Parties arising from the adverse effects of climate change and/or the impact of the implementation of response measures, especially on:
(a) Small island countries;
(b) Countries with low-lying coastal areas;
(c) Countries with arid and semi-arid areas, forested areas and areas liable to forest decay;
(d) Countries with areas prone to natural disasters;
(e) Countries with areas liable to drought and desertification;
(f) Countries with areas of high urban atmospheric pollution;
(g) Countries with areas with fragile ecosystems, including mountainous ecosystems;
(h) Countries whose economies are highly dependent on income generated from the production, processing and export, and/or on consumption of fossil fuels and associated energy-intensive products; and (i) Land-locked and transit countries.
Further, the Conference of the Parties may take actions, as appropriate, with respect to this paragraph.

9. The Parties shall take full account of the specific needs and special situations of the least developed countries in their actions with regard to funding and transfer of technology.