Che cos’è l’ecoturismo, quanto rende e chi lo fa

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L’ecoturismo viene stimato con una quota pari al 2% del mercato turistico globale, con potenziali di crescita annua del 20%. Il forte interesse per questa tipologia di turismo è dato proprio da quest’ultimo dato, il più alto tra le tipologie turistiche che registrano un potenziale di crescita variabile fino al 4,6%.
In Italia l’offerta si divide sostanzialmente in tre tipologie: Vacanza ecoturistica, Vacanza naturalistica e Escursione a carattere naturalistico.
Un aspetto essenziale dell’ecoturismo è quello delle attività che si aggiungono ai servizi ricettivi di base come: educazione ambientale, opportunità di trascorrere del tempo con la popolazione locale, scoperta dei prodotti tipici ecc.
È quanto emerge dal «Rapporto sul mercato dell’Ecoturismo in Italia» realizzato da Ecobilancio Italia per conto World Tourism Organization in occasione dell’Anno Internazionale dell’Ecoturismo.

L’attività che viene proposta più frequentemente è la scoperta del patrimonio naturale/culturale (75%) in particolare il 72,5% degli operatori dichiara di proporre l’osservazione della fauna, seguono le escursioni all’aria aperta, l’osservazione della flora, la visita delle aree protette e la scoperta di altre culture.
Tra le destinazioni italiane, le mete che caratterizzano la vacanza ecoturistica sono le aree naturali protette e i contesti caratterizzati da un ricco patrimonio ambientale. In testa troviamo i Parchi, al secondo posto a parimerito Campania, Sicilia e Toscana, al terzo posto Trentino Alto Adige e Friuli al quarto Lazio e Sardegna.
Relativamente alle destinazioni internazionali, l’America Latina è la meta preferita dagli italiani, in particolare Brasile, Ecuador, Perù, Messico e Cile sono le destinazioni maggiormente offerte dagli operatori specializzati in ecoturismo. Di seguito troviamo l’Africa con la Tanzania, il Kenia ed il Congo.
Dall’analisi delle brochure è emerso che in Italia una vacanza ecoturistica costa in media il 27% in meno di una vacanza tradizionale in alta stagione, ed il 7% in meno in bassa stagione.

L’ecoturista italiano è giovane, con un’età compresa tra i 25 ed i 34 anni (55%), lavora nel terziario, ha un buon livello di istruzione (48% diploma, 45% laurea) e preferisce organizzare in maniera indipendente le proprie vacanze(62%). Il 53,5% degli ecoturisti ha dichiarato di essere disposto a spendere tra i 500 Euro ed i 1500 Euro per una vacanza ecoturistica che, nel 29,3% dei casi, acquista tramite i TO e le agenzie di viaggi come pacchetti già pronti, mentre il 65,6% organizza il viaggio in maniera indipendente comprando (anche via Internet) e assemblando i diversi servizi turistici.

Secondo il 77,5% degli operatori intervistati, per promuovere l’ecoturismo è necessario fare una campagna di sensibilizzazione e diffondere un codice etico dei viaggiatori. Tra le azioni che vengono svolte concretamente dai TO, troviamo che: l’87,5% privilegia i fornitori, gli operatori e i servizi locali; il 57,5% finanzia o partecipa a dei progetti locali di protezione dell’ambiente, sviluppo locale o umanitari, il 32,5% incoraggia la propria clientela a fare delle donazioni a favore di progetti di conservazione e di sviluppo locale, il 27,5% é partner di un organismo di protezione della natura; il 20% è impegnato in partenariati


con aree protette.