Conservazione della biodiversità

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La crescita della popolazione e l’incremento dei consumi stanno facendo aumentare le pressioni per convertire aree naturali in terreni agricoli, con una risultante perdita di biodiversità. In Europa, lo sviluppo [sociale, industriale e tecnologico] è stato raggiunto perdendo almeno la metà di quella che era la biodiversità originariamente presente sul continente. Anche altrove lo sviluppo socio-economico ha potato ad una perdita su larga scala di biodiversità. È certo che il futuro sviluppo economico nel mondo sarà accompagnato da una sostanziale perdita di biodiversità, specialmente nelle regioni tropicali. La missione deve essere limitare il danno il più possibile. Ciò può esser fatto simultaneamente compiendo le opportune azioni per:

– incrementare la produttività agricola, specialmente nei paesi in via di sviluppo;
– influenzare la dieta delle persone, specialmente riducendo l’apporto di carni («rosse»), oppure introducendo carne prodotta con metodologie alternative; sebbene al momento sembra esserci poco supporto per quest’ultima opzione;
– rivelare l’impatto sulla biodiversità delle catene produttive che coinvolgono la lavorazione di risorse naturali, e ricordare alla comunità economica internazionale le proprie responsabilità per la conservazione della biodiversità;
– provvedere a protezioni mirate di ecosistemi, in particolare nelle regioni tropicali, supportate da strumenti economici e la creazione di riserve naturali di grandezza sufficiente;
– approfondire e divulgare la nostra comprensione della biodiversità come condizione per lo sviluppo, seguendo l’esempio del Pannello Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change – Ipcc).