Cos’è Epica

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Epica (European Project for Ice Coring in Antarctica) è un consorzio di 10 nazioni europee (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Olanda, Norvegia, Svezia, Svizzera). Epica è coordinato dalla European Science Foundation (ESF) e finanziata dalle nazioni partecipanti e dalla Unione Europea.
Il gruppo di ricercatori Epica utilizza una documentazione climatica unica, presente nelle carote di ghiaccio, per studiare le relazioni tra la chimica dell’atmosfera e i cambiamenti climatici negli ultimi 740.000 anni, specialmente gli effetti della CO2, del metano e degli altri componenti dell’atmosfera. I risultati saranno usati per verificare e migliorare i modelli utilizzati per la previsione del clima futuro. Lo scopo di Epica è di perforare due carote di ghiaccio fino alla base della calotta Antartica, una Dome C, la seconda nella Terra della Regina Maud. Entrambe le perforazioni dovrebbero raggiungere il loro scopo nei prossimi due anni.
Le carote di ghiaccio sono cilindri di ghiaccio del diametro di 10 cm e lunghi fino a 3 m, che vengono progressivamente perforati ed estratti. I fiocchi di neve raccolgono particelle nell’atmosfera e bolle d’aria rimangono intrappolate tra i cristalli di neve, quando questa si trasforma in ghiaccio. Le analisi della composizione chimica e delle proprietà fisiche della neve e delle bolle d’aria, inclusi i gas atmosferici che contribuiscono all’effetto serra, quali CO2 e metano, mostrano come il clima sulla Terra sia cambiato nel tempo.
Il lavoro in Antartide è una sfida sia scientifica che ambientale: Dome C (75° 06′ S, 123° 21′ E) è uno dei luoghi più ostili sulla terra, con temperatura media annua inferiore a – 54 °C. I ricercatori vi giungono con un piccolo aereo o con carovane di trattori e slitte, attraversando oltre un migliaio di chilometri di un deserto di neve, dove bufere e tormente sono comuni.

La partecipazione italiana al progetto Epica si è svolta nell’ambito e con il supporto finanziario e logistico del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra), promosso dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Al progetto Epica hanno partecipato gruppi di ricerca afferenti a numerose università italiane, al Cnr ed all’Enea. In particolare hanno collaborato l’Università di Milano Bicocca (responsabile nazionale), l’Università di Firenze, l’Università di Milano, l’Università di Parma, l’Università di Trieste, l’Università di Venezia. Hanno inoltre collaborato l’Università di Modena, l’Università di Bologna, il Centro di Ricerca dell’Enea Casaccia a Roma, il Cnr di Pisa.
Determinante al successo delle attività svolte a Dome C è stato l’apporto logistico italiano da parte dell’Enea Progetto Antartide, dal 2003 Consorzio Pnra scrl. In particolare, in più occasioni, decisivo è stato il sostegno dell’ing. Mario Zucchelli, prematuramente scomparso. Pure molto prezioso è stato il contributo tecnologico alla perforazione, offerto dall’Enea Brasimone.

Il contributo scientifico italiano ha riguardato: 1) le indagini geofisiche e geodetiche per la localizzazione del sito di perforazione (Università di Milano e Bologna), 2) la partecipazione alle attività di preparazione dei campioni e di analisi in situ delle carote di ghiaccio estratte e le analisi nei laboratori italiani. In particolare i gruppi Italiani hanno curato


parte delle analisi chimiche continue e discontinue dei principali ioni presente nel ghiaccio (Università di Firenze), degli elementi in traccia (Università di Venezia), della composizione isotopica del ghiaccio (Università di Trieste e di Parma), delle polveri fini atmosferiche contenute nel ghiaccio (Università di Milano Bicocca e di Modena, Enea Casaccia). Alle attività in Antartide hanno preso parte 16 tra ricercatori e tecnici italiani, mentre molto maggiore è stato il numero degli addetti nei laboratori in Italia.