Greenpeace: ora tocca agli Usa

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Greenpeace accoglie con profonda soddisfazione l’adesione della Russia al Protocollo di Kyoto.
«Mentre alluvioni e siccità colpiscono la Terra, il presidente Putin ha firmato un atto storico. Anche se l’amministrazione Bush continua a restare indifferente, il resto del mondo può iniziare ora a combattere seriamente il cambiamento climatico, la maggiore minaccia alla vita sul pianeta», afferma Ascanio Vitale, responsabile campagna clima di Greenpeace.
Per Greenpeace, Kyoto non basta: è necessario ora smettere di affidarsi ai combustibili fossili e indirizzarsi in maniera decisa verso le fonti energetiche rinnovabili, migliorando al contempo l’efficienza energetica.
«L’azione di lobby dei paesi industrializzati, tra cui l’Italia, dovrà concentrarsi adesso sugli Stati Uniti, per farli entrare all’interno del Protocollo. Contribuiscono ad un quarto delle emissioni di gas serra e rimangono quindi determinanti per la lotta ai cambiamenti climatici. Occorre inoltre che vengano approvate al più presto le riduzioni delle emissioni del 30% entro il 2020, visto che gli ultimi studi condotti dall’Ipcc dimostrano che il problema è sempre più grave», conclude Vitale.
E l’Italia che fa? Dovevamo ridurre le emissioni del 6,5% entro il 2012. Ad oggi invece le nostre emissioni sono addirittura aumentate del 9% rispetto al 1990.