I benefici dell’idrogeno

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L’Italia, avendo ratificato il protocollo di Kyoto, ha un obbligo vincolante di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra pari al 6,5% rispetto ai livelli del 1990 come media del periodo 2008-2012 e, qualora risulti inadempiente, come è fortemente probabile, dovrà sostenere notevoli costi dovuti alle sanzioni. Considerando queste e gli effetti negativi sulla salute dei cittadini, i cui costi si ripercuotono sul sistema sanitario è, ormai, conveniente anche dal punto di vista economico nonché eticamente preferibile implementare un nuovo modello di sviluppo energetico basato su tecnologie innovative e poco inquinanti al fine di ridurre l’utilizzo del petrolio.

L’accordo viene sottoscritto mentre il prezzo del greggio ha superato i 111 dollari al barile. Anche se è difficile prevedere l’andamento dei prossimi mesi, è probabile che tale prezzo non tornerà indietro e che ci potranno essere solo delle fluttuazioni al ribasso di breve periodo che difficilmente scenderanno al di sotto dei 70-80$/bbl.

Negli ultimi anni la crescita senza freni del prezzo del petrolio ha causato preoccupanti riflessi sui mercati internazionali che fanno comprendere l’impossibilità di continuare a organizzare una economia sulla base del petrolio abbondante e a basso prezzo. A fronte di questa situazione, dei problemi legati all’effetto serra ed alla scarsa adeguatezza del sistema di generazione elettrica, manifestatasi drammaticamente negli ultimi anni, appare evidente la necessità di un ripensamento della politica energetica nazionale.

La crisi climatica in atto è più rapida del previsto ed esistono dei possibili sviluppi allarmanti in termini di eventi meteorologici estremi con conseguenti impatti economici di grande rilievo. Il rapporto commissionato dal governo inglese al Prof. Nicholas Stern (ex executive director della Banca Mondiale) evidenzia svantaggi di molto superiori ai vantaggi possibili; secondo l’economista inglese il danno economico può arrivare fino al 20% del PIL mondiale.

L’inquinamento causato dai combustibili di origine petrolifera (benzene, altri idrocarburi policiclici aromatici, polveri sottili, monossido di carbonio, ecc.) costituisce un notevole danno alla salute dei cittadini che si ripercuote sul sistema sanitario. Le tecnologie pulite innovative sono sempre più mature per passare ad un nuovo modello di sviluppo economico basato sulla valorizzazione energetica delle risorse locali.

La continua maggiore richiesta di petrolio è, inoltre, origine di tensioni internazionali di tipo geopolitico che spesso sfociano in disastrose guerre. Lo scenario descritto impone un cambiamento rapido nell’uso del petrolio, del carbone e del gas naturale.

Il gas naturale è sicuramente meno dannoso degli altri combustibili fossili e, quindi, può essere considerato un combustibile di transizione. Attualmente esiste l’opportunità di introdurre nuove tecnologie più appropriate e pulite, ma occorre agire subito perché l’introduzione di una nuova tecnologia comporta tempi di sviluppo che vanno dai 10 ai 20 anni.

L’idrogeno ha una duplice funzione: quella di accumulatore, poiché le fonti rinnovabili di origine solare sono discontinue, e di vettore per il settore dei trasporti e per raggiungere aree in cui non c’è sufficiente disponibilità di energie rinnovabili. In particolare, l’idrogeno può rivestire un ruolo importante, da subito, nel settore dei trasporti. In


Italia, tale settore è basato per oltre il 96% sul consumo di prodotti petroliferi.

I veicoli a cui si dovrebbe arrivare sono basati sul modello idrogeno + fuel cell + motore elettrico, che consentirebbe di utilizzare autovetture pulite, silenziose e totalmente carbon free.

(Fonte ministero dell’Ambiente)