I danni per la natura oltre le previsioni

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Negli ultimi 100 anni in Nord Europa le precipitazioni sono aumentate del 10-40%, mentre nel Sud Europa è aumenta la siccità del 20%. L’aumento della temperatura globale, combinato all’aumento degli eventi climatici estremi come siccità e alluvioni, sottopone le specie e gli ecosistemi ad un rischio ben più grande di quanto previsto da esperti e scienziati. Questo, in sintesi, ciò che denuncia il nuovo rapporto commissionato dal Wwf. Il report «Eventi climatici estremi, la Natura sopravviverà?» fa un passo in avanti rispetto agli studi precedenti analizzando l’impatto dei crescenti eventi climatici estremi sulla natura.

A partire dal 1900 la temperatura media a livello globale è cresciuta di 0,7 gradi Celsius. Il report rivela che gli impatti di questo aumento della temperatura sulla natura sono stati più drammatici e diffusi di quanto era stato previsto, in ogni parte del mondo ed in ogni ecosistema: le piante stanno fiorendo circa 30 giorni in anticipo rispetto a quanto erano solite fare negli ultimi duecento anni, siccità crescenti hanno portato ad incendi sempre più frequenti nelle foreste tropicali, mentre i ghiacciai si stanno sciogliendo. Alcune specie come, ad esempio, gli anfibi sono diminuiti in maniera drammatica mentre altre specie come gli scarabei che popolano i pini nelle Montagne del Nord America sono aumentati: tutto ciò ha causato molteplici danni. La scomparsa del ghiaccio in Antartico ha portato ad una diminuzione del numero dei pinguini di Adelia mentre la rottura anticipata del ghiaccio, rispetto al normale andamento stagionale, ha significato per gli orsi polari l’incapacità di accumulare adeguate scorte di grasso per l’inverno.

«I Ministri riuniti a Buenos Aires per la decima Conferenza delle Parti devono arrivare a definire solidi impegni politici per tagli alle emissioni di gas a effetto serra, con l’obiettivo di salvare la natura», ha affermato Jennifer Morgan, direttore del programma Clima del Wwf. Secondo il parere scientifico degli autori l’aumento della temperatura media a livello globale non dovrebbe superare 1,5 gradi Celsius rispetto ai livelli raggiunti in epoca pre-industriale, e la portata di questo cambiamento dovrebbe essere limitata a 0,05 gradi Celsius per decade, in modo tale da evitare i più devastanti impatti dei cambiamenti climatici sulla natura. Questo riconferma la posizione dell’Unione Europea e del Wwf secondo la quale l’aumento della temperatura dovrebbe essere mantenuto al di sotto dei due gradi Celsius, tramite profondi tagli alle emissioni di CO2 che coinvolgano tutto il mondo.
«Il nostro report mostra, per la prima volta, come siano gli eventi climatici estremi a determinare gli effetti dei mutamenti climatici sulla natura e non soltanto gli aumenti della temperatura media» ha affermato il co-autore del rapporto Arnold Van Vliet. «Questo significa che il clima cambia più rapidamente di quanto era stato stimato in precedenza e tutto ciò rende la definizione di obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 più che mai urgenti».

Gli autori del report sono il professor Rik Leemans e Arnold van Vliet. Il professor Rik Leemans è a capo del Environmental Systems Analysis group of Wageningen University. Arnold van


Vliet è un biologo al Environmental Systems Analysis group alla Wageningen University e al Foundation for Sustainable Development.
Il rapporto è sul sito del Wwf.