I dettagli tecnici

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Eu Ets – Ci sarà un limite complessivo per l’Ue («EU-wide cap») di permessi di emissione, anziché 27 limiti nazionali. Il limite, che cambierà di anno in anno, diminuirà linearmente nel tempo, anche dopo la fine del terzo periodo dell’Eu Ets (2013-2020). La proposta contiene anche le regole per il calcolo del «EU-wide cap».
Secondo la proposta della Commissione, le quote di emissione poste sul mercato saranno ridotte di anno in anno in modo da permettere una riduzione delle emissioni del 21% nel 2020 rispetto ai livelli del 2005.
(Questo approccio implica che dal 2013 non ci sarebbero più obiettivi nazionali specifici sotto l’Eu-Ets ed anche che non sarebbero più necessari i Piani di Allocazione Nazionali).

– Per la loro maggior parte (60% nel 2013, in aumento negli anni successivi) i permessi saranno venduti all’asta, anziché assegnati gratuitamente.
– Saranno sviluppate (attraverso una procedura di «Comitology») e introdotte in seguito leggi armonizzate per l’assegnazione gratuita dei permessi. Per il settore energetico tutte le quote (100%) saranno messe all’asta sin dall’avvio del nuovo regime nel 2013, mentre per gli altri settori industriali e per il trasporto aereo si avrà un inserimento graduale della vendita all’asta dei permessi, a partire da una determinata percentuale nel 2013 fino a raggiungere il 100% nel 2020.

Altri settori, ritenuti particolarmente a rischio di esposizione al mercato internazionale con Paesi che non richiedono simili standard, riceveranno ancora permessi di emissione gratuitamente. La Commissione stabilirà nel 2010 quali settori rientrano in quest’ultimo caso e condurrà nel 2011 una valutazione approfondita dell’ industria ad alta intensità energetica, in base alla corrente situazione internazionale, per formulare opportune proposte.

– Le entrate derivanti dal sistema andranno agli Stati membri e dovranno essere utilizzate per aiutare l’Ue ad orientarsi verso un’economia più attenta all’ambiente, promuovendo l’innovazione per le energie rinnovabili, la cattura e lo stoccaggio del carbonio, la ricerca e lo sviluppo. Parte delle entrate dovrà essere destinata ad aiutare i Paesi in via di sviluppo ad adattarsi ai cambiamenti climatici.

– Saranno incluse sotto l’Eu Ets nuove industrie, (come quelle produttrici di alluminio e ammoniaca e l’industria petrolchimica) e altri gas (il protossido di azoto (N2O) e i perfluorocarburi (Pfc)).

– Gli Stati Membri sono autorizzati ad escludere i piccoli impianti dal sistema, purché essi siano soggetti a misure di riduzione delle emissioni equivalenti.

La proposta è soggetta alla procedura di co-decisione, quindi, per diventare legge, deve essere approvata dal Consiglio dell’Ue e dal Parlamento Europeo. La Commissione spera che, cominciando presto le discussioni, si possa adottare una decisione che modifica la Direttiva attuale nel 2009.

Settori non rientranti nel sistema di scambio delle quote (Eu Ets) Si delinea inoltre, un quadro ulteriore all’Eu Ets. Per quanto riguarda i settori non coperti dall’Eu Ets, come gli impianti industriali minori, l’edilizia, i trasporti, l’agricoltura e i rifiuti, infatti, sono previste riduzioni delle emissioni del 10% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020, con obiettivi


nazionali differenziati che vanno da -20% a +20% rispetto ai livelli del 2005 (Gli obiettivi per i nuovi Stati Membri prevedono la possibilità di un aumento delle emissioni).
Per l’Italia è stato proposto un obiettivo legalmente vincolante di riduzione delle emissione nei settori non-Eu Ets del -13% al 2020 rispetto al 2005.

Energie rinnovabili e biocarburanti

ENERGIE RINNOVABILI. Attualmente le energie rinnovabili corrispondono solo all’8,5% del consumo finale di energia nell’Ue, quindi l’obiettivo da raggiungere per l’Ue è in questo caso molto impegnativo. La Commissione, ha proposto una Direttiva con obiettivi nazionali legalmente vincolanti per ciascuno degli Stati Membri. I settori coinvolti nelle energie rinnovabili sono: elettricità, riscaldamento e raffreddamento e trasporti. Agli Stati membri è lasciata facoltà di decidere su quali settori intervenire. I piani di azione nazionali preciseranno il modo in cui ciascuno Stato Membro intende conseguire i propri obiettivi. Per l’Italia è stato proposto un obiettivo legalmente vincolante pari a una quota del 17% di fonti rinnovabili nella domanda finale di energia nel 2020.

– («Effort Sharing» Decision) «Proposal for a Decision of the European Parliament and of the Council on the effort of Member States to reduce their greenhouse gas emissions to meet the Community’s greenhouse gas emission reduction commitments up to 2020».

BIOCARBURANTI. La Direttiva proposta prevede per ogni Stato Membro una quota minima del 10% entro il 2020 di biocarburanti nel totale dei consumi di benzina e gasolio per autotrazione. Essa intende promuovere solo biocarburanti sostenibili, vale a dire quelli che assicurano una sostanziale riduzione di CO2 rispetto al petrolio e fissa stringenti criteri di sostenibilità ambientale e requisiti di biodiversità ai quali i biocarburanti devono rispondere. Questo vale sia per i biocombustibili domestici sia per quelli importati.

Cattura e confinamento di anidride carbonica

(CARBON CAPTURE AND STORAGE – CCS). Fanno parte del pacchetto anche una proposta relativa alla disciplina giuridica della cattura e dello stoccaggio del carbonio (CCS), con gli incentivi economici forniti dall’Eu Ets, e una Comunicazione sulle attività di dimostrazione in materia di CCS.

Aiuti di Stato

La Commissione ha adottato la nuova disciplina degli aiuti di Stato per la tutela ambientale, che aiuterà gli Stati membri a sviluppare politiche europee sostenibili in materia di clima e di energia e che, rispetto al testo adottato nel 2001, estende l’ambito dei progetti di aiuto e aumenta le intensità di aiuto.

EFFICIENZA ENERGETICA. Secondo la Commissione, legislazione e informazione pubblica sono le basi per aumentare l’efficienza energetica, con l’obiettivo di risparmio dei consumi energetici dell’Ue del 20% rispetto alle proiezioni per il 2020. La Commissione ha completato una prima valutazione dei piani di azione nazionali per l’efficienza energetica (National Energy Efficiency Action Plans – Neeap) che gli Stati Membri dovevano presentare entro il 30 giugno 2007. I piani rappresentano la dimostrazione dell’impegno pratico degli Stati Membri verso l’efficienza energetica e costituiscono un modo per scambiare informazioni e buone pratiche.


La valutazione rileva sforzi incoraggianti, ma anche alcuni gap tra politiche e proposte fatte.

(Fonte Ipcc Focal Point Nazionale)