Paesaggio – Il ministero ha attivato un capitolo di spesa

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L’annuncio al convegno nazionale di Pisa da parte del Dirigente della Direzione Generale per i Beni Paesaggistici del ministero Beni e Attività Culturali. La Toscana Occidentale grande fucina nazionale per le sperimentazioni su territorio e paesaggio

Ora anche il paesaggio italiano ha un proprio specifico capitolo di spesa all’interno del Bilancio dello Stato. L’annuncio è stato dato a Palazzo Reale di Pisa in occasione della prima delle due giornate del convegno nazionale «La tutela del paesaggio tra economia e storia. Dal restauro dei monumenti al governo del territorio» promosso dalla Soprintendenza Bappsae (Soprintendenza ai Beni Architettonici, Paesaggistici e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico), Associazione Arspat – Rimini (Associazione per il Restauro del Paesaggio, dell’Ambiente e del Territorio) e Coldiretti di Massa Carrara.
In apertura di convegno il Dirigente della Direzione Generale per i Beni Paesaggistici del ministero Beni e Attività Culturali, Anna Di Bene, ha scelto la qualificata platea del simposio per lanciare questo importante segnale: a quasi un anno dall’entrata in vigore del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (Codice Urbani) il ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha aperto un capitolo di spesa interamente dedicato al Paesaggio. Al momento il capitolo ha una disponibilità economica fondamentalmente simbolica ma rappresenta una scelta strategica molto precisa che fa ben sperare per il futuro.
Unanimi i consensi verso la scelta del ministero e verso il simposio di Pisa che già dal suo esordio dimostra di aver centrato il cuore di un tema così importante.
«Paesaggio, ambiente e territorio – dichiara il Soprintendente di Pisa Guglielmo Malchiodi – vanno studiati storicamente per conoscere le ragioni delle loro trasformazioni. Lo studio di questi elementi è di vitale importanza per la definizione di progetti in grado di evitare il congelamento, la dispersione, l’abbandono o lo stravolgimento di un patrimonio che è rimasto in Toscana più radicato rispetto ad altre zone. In quest’ottica la Soprintendenza si pone tra il sapere e il fare, per tramandare alla generazioni future un’eredità preziosa ed importante. Nel nostro territorio si stanno testando e mettendo a punto soluzioni e applicazioni innovative in materia di valorizzazione paesaggistica e restauro ambientale e culturale. Indubbiamente qui si concentrano tipologie territoriali e paesaggistiche molto varie che fanno di questa parte della Toscana Occidentale, tra le Apuane e il mare, un ambito utile a sperimentare».
Convinto della bontà dell’iniziativa e dei suoi esiti anche Antonio Paolucci, Direttore Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana e Soprintendente al Polo Museale Fiorentino: «Con le modifiche normative e soprattutto con il Codice Urbani le cose rispetto al paesaggio sono molto cambiate e anche le Soprintendenze hanno cambiato ruolo. Il confronto di queste giornate conferma in me la consapevolezza che d’ora in avanti per salvare il molto che resta del paesaggio toscano si deve trovare il modo di lavorare insieme, confrontarsi fin nei minimi dettagli per trovare le soluzioni migliori. In questo senso questa parte di Toscana, con le sue sperimentazioni, si sta dimostrando particolarmente vitale e interessante».
Positivo anche il parere di Francesco Guerrieri, Direttore del Dipartimento di Restauro e Conservazione dei Beni Architettonici dell’Università di Firenze e Presidente di Arspat. «Si cominciano a registrare i primi effetti positivi dell’impegno per individuare metodi efficaci di salvaguardia, recupero e valorizzazione


paesaggistica. L’attenzione dimostrata questa mattina dal ministero è un primo, importante, segnale che la direzione presa è quella giusta e i progetti presentati in queste due giornate testimoniano che si sta lavorando in maniera seria ed integrata per dare risposte ad un’esigenza sempre più sentita a vari livelli».
Protagonisti delle due giornate anche gli operatori agricoli che vivono e incidono quotidianamente sul territorio e sul paesaggio. Al convegno di Pisa sono rappresentati dal Presidente della Coldiretti di Massa Carrara Vincenzo Tongiani: «La Coldiretti da sempre lavora per affermare la multifunzionalità dell’impresa agricola, che non deve produrre solo derrate agroalimentari ma può fornire servizi ai privati e alla collettività. Del resto l’attività agricola è quella che di fatto salvaguarda i contesti territoriali. La nostra presenza e partecipazione in veste di promotori a questo importante convegno intende dare valore aggiunto alla normale attività delle imprese agricole e promuovere queste nuove funzioni presso le Pubbliche Amministrazioni».