I processi di salinizzazione

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Il termine salinizzazione indica il processo di accumulo dei sali nel suolo. È un processo tipico delle zone aride e semiaride, in cui i sali solubili precipitano e si accumulano negli strati superficiali del suolo.
Le piante risentono negativamente della presenza di livelli crescenti di sali negli strati superficiali del suolo. L’eccessiva quantità di cloruro di sodio, bicarbonati, solfati di magnesio e di calcio influenza lo sviluppo delle piante sia in modo diretto, inducendo fenomeni di tossicità, sia indiretto, incrementando il potenziale osmotico ed ostacolando la suzione radicale. Nei climi asciutti, il continuo accumulo di sali può determinare fenomeni di desertificazione; in condizioni climatiche sub-umide o umide si verificano, a seconda della stagione di riferimento, processi di salinizzazione modesti o piuttosto rilevanti.
Il fenomeno dell’accumulo di sali nel suolo può avere una genesi diversa. Il termine può, quindi, riferirsi a processi diversi determinati da cause diverse che portano però al medesimo risultato. È possibile distinguere una salinizzazione primaria, generata dalle caratteristiche naturali del suolo, ed una salinizzazione secondaria, in cui sono le attività umane a svolgere un ruolo centrale nell’attivazione del processo.
Fondamentalmente, la salinizzazione di un suolo si verifica dove, a seconda delle caratteristiche del suolo stesso (permeabilità, profondità) della copertura vegetale e del livello dell’acqua sotterranea, l’equilibrio fra apporti meteorici, o irrigazione, ed evaporazione è a favore dell’evapotraspirazione.

Nella Figura 1 i principali fattori che influenzano l’accumulo di sali negli strati superficiali del suolo

Possiamo descrivere tre processi principali che causano la salinizzazione:

? l’innalzamento del livello delle falde acquifere: questo fenomeno, in terreni aridi, genera l’accumulo di sali nella superficie del suolo a causa dell’evaporazione dell’acqua;
? l’accumulo di sali per irrigazione, ciò si verifica in modo particolare nelle zone aride, ove le precipitazioni non sono sufficienti ad eliminare i sali presenti nel terreno mediante lisciviazione;
? l’intrusione dell’acqua marina nelle falde idriche: si verifica nelle zone costiere in cui l’acqua di mare sostituisce l’acqua di falda, oggetto spesso di sovra-sfruttamento.

Il primo processo descritto si verifica anche in climi moderatamente umidi, nelle pianure alluvionali o nelle depressioni con fondo impermeabile dove confluiscono le acque provenienti dalle aree circostanti i cui terreni o sedimenti contengono sali. L’acqua, per risalita capillare, viene assorbita dalla superficie e qui evapora, a causa della radiazione solare, lasciando depositi di sale. Quale indicatore della salinità di tali suoli, è possibile osservare, sulla superficie del terreno, le croste (efflorescenze) formate dai sali.
Il secondo processo è frequente nelle aree coltivate in cui l’irrigazione è associata ad elevati tassi di evaporazione e terreni argillosi. In questo contesto la lisciviazione risulta ostacolata e gli ioni del sodio, del magnesio e del calcio si accumulano sulla superficie del suolo.
L’ultimo processo, l’intrusione di acqua marina, si sta diffondendo lungo le zone costiere mediterranee, in cui il sovra-sfruttamento delle risorse idriche causa l’abbassamento dei livelli delle falde acquifere e l’ingressione dell’acqua marina.
La


crescente salinità della falda acquifera per il progressivo aumento della miscelazione di acque dolci con acque marine influenza la produttività dei terreni irrigati tramite i pozzi posti nell’area di transizione e, in una prospettiva di medio-lungo termine, contribuisce alla salinizzazione secondaria del suolo.
Occorre considerare, tuttavia, che anche in aree irrigate utilizzando acqua di «buona» qualità sono stati rilevati moderati livelli di salinità. Questo accade a causa dei metodi di irrigazione impiegati e delle condizioni di aridità. Viceversa, il fenomeno della salinizzazione può non verificarsi in terreni irrigati, per diversi anni, mediante acque ricche di sali. Questi esempi indicano che ogni area è caratterizzata da equilibri differenti e peculiari, che ne influenzano la possibile evoluzione.