I «trucchi» dell’Italia che hanno eluso Kyoto

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Il Wwf da anni sottolinea lo stallo del paese nell’incapacità di esprimere politiche coerenti e di lungo periodo per ridurre le emissioni:

? Nel settore industriale, più che sfruttare Kyoto come opportunità di innovazione ed investimento, l’Italia ha fatto di tutto per eludere la direttiva europea sull’emission trading, nascondendo le emissioni degli impianti CIP6 e promuovendo di fatto nuovi impianti a carbone di Enel, scaricando i relativi costi sui consumatori senza ridurre le emissioni climalteranti.

? Nel settore dei trasporti l’Italia continua a risultare il paese con la maggiore concentrazione di automobili per abitante e persevera nella schiacciante preferenza per il trasporto su gomma. Non esiste alcuna politica per ridurre i consumi e le emissioni nel settore dei trasporti. Per anni l’Italia ha mascherato gli incentivi alla rottamazione delle auto come politiche per il clima. In realtà ha speso risorse pubbliche per aumentare le emissioni di CO2 anziché il contrario.

? Nel settore dei consumi civili, le buone ma timide incentivazioni concesse con la Finanziaria dello scorso anno, non sono state sufficienti a ribaltare abitudini e sprechi condizionati da distorsioni nella fiscalità, deregolamentazione e mancanza di controlli nell’edilizia, rifiuto di proteggere il consumatore ed il clima introducendo standard minimi di qualità ed efficienza sui prodotti energetici.

(Fonte Wwf)