Il dettaglio del dibattito

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Jamaica (per i Paesi in via di sviluppo) e gli altri Stati delle piccole isole chiedono che siano condotte azioni prioritarie ed urgenti per procedere con l’adattamento attraverso la riduzione della vulnerabilità ai cambiamenti climatici dei paesi in via di sviluppo ed in particolare dei Paesi più poveri e degli stati delle piccole isole. L’Argentina ed il Sudan (per i paesi africani) sostengono che le misure di adattamento sono diventate la vera priorità sia per i Paesi industrializzati sia per quelli in via di sviluppo. Di parere diverso il Giappone secondo cui sia la mitigazione, sia l’adattamento sono problemi prioritari per tutti; gli Usa, secondo cui l’estremizzazione recente di qualche evento meteorologico non costituisce presupposto per procedere con urgenza all’adattamento, la Nuova Zelanda, secondo cui l’adattamento è un problema importante per i Paesi in via di sviluppo, ma del tutto secondario nei Paesi industrializzati e, infine, la UE e la Russia secondo cui l’adattamento è un problema complessivo e generale riguardante sviluppo sostenibile (riguarda anche la biodiversità, la desertificazione, la Convenzione di Ramsar, ecc) e come tale deve essere incluso nell’agenda dello sviluppo sostenibile.

A proposito dei Progetti di Cdm

Giappone e UE chiedono che l’intero processo di analisi, valutazione ed approvazione dei progetti di Cdm (Clean Development Mechanism) sottoposti ai competenti organi ed al Cdm Executive Board, sia chiaro e trasparente. Costarica ed Argentina chiedono che venga posta priorità ai progetti di tipo energetico e sulle fonti rinnovabili. Il Marocco chiede priorità per i progetti che riguardano l’uso efficiente dell’energia e i trasporti. Egitto ed Algeria chiedono semplificazioni nelle procedure e nelle modalità di presentazione ed approvazione Alcune organizzazioni non governative (tra cui gli ambientalisti) hanno fatto notare che i progetti di Cdm non devono perdere di vista l’obiettivo finale che è quello di ridurre le emissioni «addizionali» nei Paesi in via di sviluppo o che i Paesi in via di sviluppo non saprebbero come eliminare. E tutto ciò nel più generale contesto del protocollo di Kyoto in cui la priorità è comunque quella di ridurre le emissioni di gas serra nei Paesi industrializzati.