Il falso problema della differenziata…

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È capitato spesso, ad esempio, di sentire negli scorsi anni (in realtà questo accadeva più spesso una ventina di anni fa, ma non è infrequente ascoltare ancora oggi gli stessi ragionamenti) argomentazioni anche raffinate sui presunti altissimi costi di una gestione più seria dei rifiuti, con una differenziazione più efficiente ed un recupero massiccio dei materiali. E soprattutto in realtà locali più piccole non era infrequente confrontarsi con amministratori (di ogni provenienza) alle prese con la solita e drammatica questione rifiuti, perplessi se non immobilizzati di fronte alla prospettiva di costi diversi da quelli a cui si era abituati in una iterativa ripetizione di metodologie e strategie di raccolta (e non solo) che ormai non erano più attuali in un mondo completamente diverso.
Di fronte alla impossibilità a comprendere il nuovo e gestirlo con maggiore oculatezza il refrain difensivistico era sempre lo stesso: la raccolta differenziata costa, con l’ovvia postilla che non sempre si è pronti (la gente!) a sopportare costi aggiuntivi in una economia in perenne difficoltà.
Il problema è che se poi si andava (e si va) ad analizzare bene i costi dell’intera filiera (dalla riduzione della produzione dei rifiuti al recupero dei materiali ed il minor impatto sul territorio, compresi i minori costi di conferimento in discarica, banalmente) si vedeva (ed ahimè si continua a vedere sin troppo bene) che la vera scelta antieconomica era continuare a fare ciò che si faceva, disperdendo risorse, energie, lavoro, danaro, senza differenziar nulla e senza recuperar nulla.
Il risultato è che, spessissimo, nelle stesse comunità locali quando si è deciso di fare il passo in avanti e provare a darsi regole più serie, più lungimiranti, più rigorose non solo si è prodotto un miglioramento ambientale assolutamente palese (e come tale apprezzato dagli stessi potenziali avversatori: cittadini e non più gente!) ma si sono realizzati ritorni economici a volte non indifferenti, rendendo visibile ed apprezzabile una coniugazione di ecologismo e risparmio: la vicenda dei mille ritorni economici per tanti inaspettati rimborsi Conai ai Comuni virtuosi a margine di riduzioni anche significative di costi per i conferimenti in discariche tradizionali più che nelle cronache della retorica ambientalista dovrebbe essere inserita nella riscrittura di una filosofia economica un po’ più agganciata a valori reali ed un po’ meno ad emotività di mercato.