Il grave commissariamento dell’Infs

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Dalle parole ai fatti: l’Associazione Vittime della Caccia non intende fermarsi alla sola azione di denuncia e «in Nome del Popolo Impallinato… per sport» promuove, per il 22 febbraio, il suo primo convegno nazionale dal titolo «La caccia è ancora un diritto in Italia e in Europa?» a cui parteciperanno giuristi, senatori, parlamentari e personaggi noti. Tutti a testimoniare e documentare come l’attività venatoria e comunque l’uso di armi da caccia non siano più sostenibili sul territorio nazionale, oramai fortemente antropizzato anche nelle campagne.
«Porteremo le questioni fino alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo ? conclude Daniela Casprini ? perché anche in Italia si veda finalmente riconosciuto il sacrosanto diritto della maggioranza dei cittadini a essere tutelati in termini di pubblica incolumità e rispetto della proprietà privata, diritti fondamentali dell’uomo, purtroppo sistematicamente violati da chi si diverte sparando».
Alle riflessioni dell’Associazione Vittime della Caccia si aggiungono quelle dell’Osservatorio Nazionale per la Gestione Faunistica, di Arcicaccia e Legambiente, che richiama l’attenzione su tre gravi ritardi: la mancata relazione del Governo sullo stato di applicazione della legge 157/92, indispensabile per poter fare utili passi in avanti, l’insufficiente attività di contrasto del bracconaggio, che continua a minare il patrimonio faunistico e pregiudica l’attività venatoria svolta nel rispetto delle regole e, soprattutto, il grave commissariamento dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, ormai quasi privo di fondi, unico Ente di ricerca espressamente previsto dalla legge 157/92 per fornire consulenza a Regioni ed Enti locali. «Conoscere per deliberare» diceva saggiamente Einaudi, ed invece l’Italia sembra apprestarsi nel prossimo futuro a scegliere senza l’unico specifico Istituto di ricerca.
Il lavoro e le energie di tutte le parti sociali e politiche interessate alla tutela della fauna e alla corretta gestione dell’attività venatoria in Italia dovrebbe, sottolinea sempre l’Osservatorio, concentrare i propri sforzi per ottenere adeguate risposte su questi punti in tempi brevissimi.