Intervista a Ka Hsaw Wa

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Ka Hsaw Wa (nella foto) ha ricevuto molti riconoscimenti internazionali, come il Goldman Environmental Prize (considerato una sorta di Nobel per l’ambiente), il Reebok Human Rights Award, lo Sting and Trudie Styler Award for Human Rights and the Environment e il Conde Nast Environmental Award. In occasione della proiezione del documentario Total Denial a Cinemambiente, lo abbiamo sentito a proposito della posizione dell’ambiente nella gerarchia dei diritti fondamentali.

Il diritto all’ambiente è in un certo senso secondario rispetto agli altri diritti umani, come quello alla salute, o all’istruzione?
«Secondo me, non è possibile stabilire una gerarchia, l’uomo è la natura sono talmente compenetrati tra loro che non ha senso distinguere il diritto ad un ambiente sano dagli altri diritti fondamentali. Se un ambiente naturale sta bene, stanno bene anche gli uomini che lo abitano».

Crede che le popolazioni sfruttate del Sud del mondo siano consapevoli dell’importanza di vivere in un ambiente sano?
«La mia gente possiede questa consapevolezza. Per questo preferisce nascondersi dai militari piuttosto che lasciare la sua terra. Il mio popolo ha un grande attaccamento al territorio, agli alberi sotto i quali seppellire i propri morti. Forse, sono le società occidentali ad aver allentato il rapporto con la natura».

(Silvana Santo)