Istat – Il Mezzogiorno è più povero

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I dati Istat 2004 sulla povertà relativa in Italia, che ha come riferimento un reddito di 919,98 ? per una famiglia di due persone, dicono che la situazione è peggiorata rispetto agli anni precedenti. Nel Sud, in particolare, risulta povera una famiglia su quattro. Nel 2003, le famiglie povere del Sud erano il 21,6% del totale; nel 2004 sono diventate il 25%, che rappresenta il doppio della media nazionale, pari all’11,7 %. La Basilicata, in questa triste classifica, è seconda dopo la Sicilia, con il 28,6 % di famiglie povere (nel 2003 erano il 25,6%).
Analizzando il dato secondo altri due parametri (gli indici di povertà relativa pari rispettivamente all’80% ed al 120% del valore soglia) è possibile articolare meglio la condizione di povertà e di individuare quattro categorie di famiglie, quelle sicuramente povere (consumi sotto l’80% della linea standard) quelle appena povere (consumi tra l’80% e il 100% della linea standard), quelle quasi povere (consumi oltre il 100% della linea standard e quelle sicuramente non povere (consumi sopra il 120% della linea standard). Adottando questo criterio per le singole regioni si osserva che negli ultimi anni nelle regioni del Mezzogiorno la percentuale di famiglie sicuramente povere costituiscono il 10,7% del totale delle famiglie con una punta del 15,3% in Basilicata nel 2003.
L’indagine consente anche di mettere a fuoco alcune dimensioni specifiche del disagio economico sulla base di alcuni indicatori ormai convalidati a livello internazionale: per esempio, la difficoltà a effettuare alcune spese o le cattive condizioni abitative. I dati sulle difficoltà sperimentate da chi è povero nel far fronte a consumi essenziali fanno rilevare che il 25 per cento di chi è povero (a fronte del 15 per cento di chi non lo è) ha qualche problema connesso alla adeguatezza della abitazione (umidità, infissi fatiscenti), con punte che toccano il 31 per cento in Piemonte, il 34 per cento in Basilicata, il 33 per cento in Sardegna. Anche pagare l’affitto rappresenta una difficoltà per oltre un quinto delle famiglie povere.
Seguono le difficoltà a pagare le bollette, che riguardano quasi il 20 per cento delle famiglie povere, soprattutto nel Mezzogiorno. Ciò segnala come i costi connessi alla abitazione costituiscano oggi gli elementi di maggior tensione dei bilanci delle famiglie povere o a reddito molto modesto, in particolare se in affitto. Anche le difficoltà a pagare le cure mediche toccano il 14 per cento delle famiglie povere (quasi il triplo rispetto a chi non è povero).
Per quanto riguarda, infine, le caratteristiche delle famiglie povere, anche in Basilicata quelle con cinque o più componenti presentano ovunque livelli di povertà elevati. A livello nazionale, in media, quasi un quarto di queste famiglie risulta relativamente povero ma nelle regioni del Mezzogiorno la percentuale sale ad oltre un terzo di quelle residenti.
La presenza di un elevato numero di figli, in particolare di figli minori, si associa con livelli di povertà più elevati della media: nel Mezzogiorno, se i figli minori sono 3 o più, l’incidenza raggiunge il 41%.
/> Critica appare anche la condizione degli anziani: l’incidenza della povertà è pari al 15% tra le famiglie con almeno un componente di oltre 64 anni di età e raggiunge il valore massimo (17,3%) quando in famiglia è presente più di un anziano. La percentuale di famiglie povere tra quelle con membri esclusi dal mercato del lavoro risulta decisamente elevata: è pari al 28,9% tra le famiglie con a capo una persona in cerca di occupazione e al 37,4% tra quelle con due o più componenti in cerca di lavoro.

(Fonte Ufficio stampa Regione Basilicata)